Lo scorso luglio l'US War Army College ha dato alle stampe Out of the Shadows as Intelligence Sharing and Russia Ukraine War 2021-2024. Il volume, a firma dello storico militare ed ex ufficiale dell'esercito statunitense Frank Lake Jones ricostruisce con dovizia di dettagli il processo di integrazione dell'apparato spionistico e militare statunitense nella pianificazione, perfino nell'esecuzione delle operazioni belliche uccraine.
Lo sforzo ricostruttivo di Jones mette in evidenza l'elevatissimo livello di coinvolgimento degli Stati Uniti nel conflitto, ma si concentra soprattutto nei pur cruciali anni dell'amministrazione Biden.
Spostando il fulcro dell'analisi più indietro nel tempo, emerge chiaramente che lo scontro in Ucraina ha una lunghissima gestazione scandita da episodi cruciali come l'accoglimento di concerto con il Canada, dei collaborazionisti ucraini dopo la seconda guerra mondiale, la rivoluzione arancione e Euromaidan. Meno noto, ma non meno rilevante, risulta invece il ruolo svolto dall'Unione Europea attraverso iniziative come la Eastern Partnership.
Le parole di Putin e di Lavrov, questa guerra non finirà finché non verranno rimosse le radici profonde della crisi, la seconda guerra mondiale finisce, l'Unione Sovietica riprende il controllo dei territori che erano stati strappati dalla Vermacht e dalle SS durante il conflitto e si spinge addirittura in territorio tedesco e quando si mobilitano delle forze i collaborazionisti che avevano cooperato attivamente con gli invasori nazisti durante la seconda guerra mondiale in Ucraina soprattutto e che conducono una guerriglia abbastanza pesante negli anni successivi alla fine della seconda guerra mondiale.
Poi però le forze di Mosca prendono il sopravvento e gran parte dei vertici di queste forze vengono vengono esfiltrati, Bandera va in Germania a Monaco, ma molti vanno, per esempio, in Canada e negli Stati Uniti.
Vengono tenuti un po' nel freezer e scongelati al momento al momento opportuno, però nel nel frattempo successe qualcosa di epocale, cioè il crollo dell'Unione Sovietica che aveva un po' ridisegnato e indotto le classi dirigenti statunitensi a rivedere l'approccio originario, in particolare l'amministrazione Bush.
Crolla l'Unione Sovietica e gli Stati Uniti si chiedono, anche all'interno dell'Europa, che fare della NATO, e che fare dell'architettura di sicurezza europea, era una discussione seria, qualcuno pensava addirittura di sciogliere la NATO.
Il quadro cambia abbastanza seriamente dopo la fine della guerra fredda, perché con lo scioglimento dell'Unione Sovietica c'è un ridimensionamento drammatico dal punto di vista geopolitico, siamo veramente in un'epoca post imperiale; una cosa che noi dovremmo ricordare oggi che spesso si parla un po' a vanvera di imperialismo è che il tra il l'89 e il 91 si consuma definitivamente con un ritiro unilaterale da parte di Mosca, è un ridimensionamento che sul piano, diciamo, proprio della cartografia riguarda quasi 5 milioni di km².
È una catastrofe straordinaria dal punto di vista del ridimensionamento di una eventuale volontà di potenza da parte del delle classi dirigenti di Mosca, si entra in un'altra epoca della storia. Ora quando si fa i conti con l'Ucraina in questo scenario o nelle immediate, diciamo così, dell'immediatezza di questa crisi definitiva del mondo sovietico, noi troviamo ancora i vecchi dirigenti americani che sono cauti, come nel caso, appunto, di Bush Padre, che agli uccraini ricordò i rischi che sono connessi all'esercizio di un nazionalismo che lui definì suicida.
Era anche un modo per rassicurare Mosca, per dire che cioè gli Stati Uniti ecco alla fine della guerra fredda non erano interessati, diciamo così, ad approfittare del disordine geopolitico e quindi non avrebbero assunto una condotta irresponsabile.
Le cose, sono cambiate subito con l'amministrazione Clinton, perché nel giro di pochi anni è stata presa la decisione di allargare la NATO e il quadro è cambiato tantissimo, per cui anche l'Ucraina è entrata, diciamo, di diritto in una previsione, in una progettazione politica che non voleva conoscere, non accettava limiti preventivi.
Il caso più clamoroso è quello del ministro alla difesa, del segretario alla difesa William Perry che aveva gestito tra il 94 e il 95 l'esperimento della Partnership for Peace. la partnership for peace potenzialmente si collocava sull'intera area dell'OCSE e quindi di tutti i paesi NATO e di tutti i paesi dell'ex patto di Varsavia, quindi diciamo con un respiro paneuropeo, questo includeva anche Mosca.
La Partnership for Peace era un tentativo di creare un circuito di rassicurazione, di controllo reciproco, per creare un senso di responsabilità collettiva verso il futuro, anche se non era chiaramente così il senso, lo strumento di un disegno che non c'era, perché non c'era il disegno,di una costruzione nuova di un'architettura che riguardasse tutta l'Europa.
Ciò nonostante con tutti questi limiti, la partnership aveva un certo spirito che non poteva essere minaccioso per Mosca e la cosa incredibile è che il segretario della difesa William Perry viene messo al corrente del fatto che si è deciso di abbandonare quel programma e di a procedere invece con l'idea dell'allargamento; lui è contrario, è ferocemente contrario, minaccia le dimissioni, c'è uno scontro all'interno della prima amministrazione Clinton perché lui sa benissimo che con quella scelta, peraltro abbastanza oscura nei suoi processi reali di maturazione, c'è il rischio di far saltare tutto, cioè di far saltare quello che era stato fino allora l'impianto almeno pubblicamente prevalente, cioè quello del Russia First e che quindi pareva un vincolo a qualsiasi altro tipo di iniziativa.
Nel libro di Sarotte, che è il libro più documentato sugli anni 90, Not One Inch, e che è stato pubblicato 4 mesi prima dello scoppio della guerra in Ucraina, cioè è stato pubblicato nel novembre del 2021 e il libro più documentato perché ha accesso a una quantità di fonti straordinarie, eh pur dando conto che nel 95 era ormai già maturata la scelta dell'allargamento della NATO ad est, quindi contraddicendo tutte le promesse fatte, questo tutto questo dibattito che ormai è stranotto, però osservava che ancora nel 95 anche i più, diciamo, tenaci sostenitori della prospettiva dell'allargamento, lei usa proprio questi termine, impallidivano all'idea di dare le garanzie dell'articolo 5 alla più popolosa repubblica, la seconda più popolosa Repubblica dell'ex Unione Sovietica, l'Ucraina, appunto, che era uscita dalla federazione con una popolazione di circa 50 milioni di abitanti e in più era stata, a differenza di quanto, diciamo, ehm si racconta, no, nel nel lettura coloniale, diciamo così, della relazione con la Russia, era stato un centro di potere importantissimo, era il luogo che ospitava ehm parte importante dell'industria militare sovietica e anche per quanto riguarda la costruzione dei vettori dei missili intercontinentali, cioè insomma era un luogo eh tutt'altro che marginario, periferico nella struttura dell'Unione Sovietica e quindi ancora a metà degli anni 90 c'era timore, però è anche vero che se noi andiamo a leggere nel 97 lo scritto di Brzesisnki con la grande scacchiera, vediamo che c'è addirittura una traduzione cartografica di qual era il suo ideale, perché c'era appunto Francia, Germania, Polonia e Ucraina che completavano l'arco interno dell'Europa settentrionale ed erano disegnate con un colore omogeneo che doveva in qualche modo suggerire qual’erano le direttrici di espansione dell'Alleanza Atlantica.
Probabilmente la grande frattura avviene dopo il 2001 perché l'interpretazione neoimperiale della politica americana successiva all'11 settembre aiuta la nuova classe dirigente americana a perdere un po' quella prudenza che era stata ancora forte nel dibattito che c'era stato negli Stati Uniti.
In Europa non c'è dibattito sull'allargamento della NATO, questa è un'altra circostanza abbastanza indicativa, cioè un provvedimento, una strategia che riguardava innanzitutto il mondo europeo non vede alcuna forma di dibattito pubblico sull'allargamento.
L'unico dibattito che c'è è nel Senato americano, negli Stati Uniti si discute di questa cosa e nel Senato americano è impressionante che ci sono delle posizioni che riflettono la preoccupazione del vecchio establishment, c'è una parte importantissima, soprattutto in quel documento che fu pubblicato su diversi giornali dove c'erano praticamente i più importanti leader americani che avevano gestito la politica strategica americana negli anni della guerra fredda.
C'era per esempio Paul Nitz che è l'estensore del documento della sicurezza nazionale numero 68 che era alla base della strategia della preponderanza e c'erano, diciamo così, i veri cold warriors, molti di questi erano ferocemente contrari all'allargamento. Se uno si va a rileggere questo documento che è ancora accessibile pubblicamente, si vede che tutte tutti gli scenari negativi contro i quali mettevano in guardia si sono tutti determinati a partire dal deterioramento delle relazioni con la Russia, da l'aver di fatto favorito la parte più nazionalista della cultura politica russa e tutte le conseguenze che sono venute non si spingono come Kennan perché Kennan nei suoi diari addirittura dice "Io sento che arriverà la guerra e quando arriverà la guerra noi diremo, "Vedete, i russi sono fatti così", quindi in qualche modo anticipa anche quale sarà l'ipocrisia dopo che si sono portate alle estreme conseguenze.
Quindi dopo l'11 settembre cambia l'equilibrio all'interno della classe dirigente fra i motivi di prudenza e il tentativo di creare delle vere e proprie rotture e lì succedono tante cose, perché poi si si innesta con il concorso che viene dato alle associazioni che nell'Europa orientale promuovono le cosiddette rivoluzioni colorate. Noi sappiamo che questa cosa tra il 2004 e il 2005 riguarda anche l'Ucraina.
Ricordare chi era Kennan, di Nitz, che è uno degli stesori di quel documento cruciale declassificato soltanto 30 anni dopo, che è il documento proprio alla base della guerra fredda che dice "Beh, noi Stati Uniti siamo usciti dalla Seconda Guerra Mondiale con una potenza industriale mostruosa, letteralmente colossale, grazie proprio alla produzione bellica.
E il tempo di pace ci obbliga a riconvertire. Questo apre prospettive economiche un po' tetre perché non abbiamo mercati di sbocco, perché l'Europa è distrutta, l'estremo Oriente è distrutto e non dobbiamo quindi cercare di ricostruire il resto del mondo, ma soprattutto dobbiamo cercare di mantenere questa capacità industriale applicata all'ambito militare, tenerla in piedi anche nel corso del tempo di pace.
Ma per farlo cosa dobbiamo fare? Dobbiamo inventarci un nemico, dobbiamo identificare chi era una minaccia che si renda spendibile agli occhi dell'opinione pubblica un processo, una destinazione costante di qualcosa come il 5 - 6% del PIL all'anno alle spese militari.
Quindi si identifica l'Unione Sovietica, si sostiene che l'Unione Sovietica è una minaccia non soltanto ideologica che mette in discussione il nostro stile di vita e che può comunque penetrare, come accade all'epoca antecedente all'ascesa al potere di Roosevelt. può penetrare e mettere in discussione il nostro modello di vita, ma anche una minaccia militare poco importante, che l'Unione Sovietica aveva subito quasi 30 milioni di morti, buona parte della del suo territorio era stato letteralmente devastato dalla guerra.
Gli Stati Uniti avevano invece il loro territorio letteralmente intonso, però quel documento è stato cruciale e lui è stato uno di quelli. Nitz ha scritto questo documento. Kennan è stato il famoso Mister X che pubblica un documento, un articolo su Foregn Affairs e preceduto dal cosiddetto lungo telegramma in cui in poche parole convince l'amministrazione Truman ad abbandonare le vecchie idee di Roosevelt. che era favorevole a una collaborazione con l'Unione Sovietica in funzione antitedesca e soprattutto antibritannica e invece dice "No, l'Unione Sovietica è il nemico, dobbiamo contestualmente ricostruire Germania e Giappone e la via per farlo è la guerra di Corea come sappiamo.
Ed è molto interessante come questi personaggi che hanno un pedigree indeccepibile di antisovietismo, però erano dei realisti e soprattutto erano antisovietici ma non antirussi", questa è una chiave di lettura interessante perché Kennan è un grandissimo estimatore della cultura russa, però era ferocemente antisovietico. Io invece credo che in in alcuni ambienti abbia preso piede un, diciamo, un senso esistenziale di confronto contro tutto ciò che è russo e in Ucraina sicuramente quella compagine ultra nazionalista condivideva questa lettura, ma io penso che anche all'interno di alcuni elementi della classe dirigente statunitense questo sentimento fosse vivo. Per esempio, Brzezinski è quello che ha le idee più chiare perché finite le motivazioni ideologiche della guerra fredda, resta il problema geopolitico, il problema è che non ci si contenta della sconfitta dell'Unione Sovietica come formula politica; il problema è che il controllo del vecchio continente non può essere considerato acquisito una volta per tutte finché resta un paese che, nonostante la drammatica crisi degli anni 90, una crisi sociale, economica, interna, anche una crisi morale della Russia, è un paese che comunque non dà alcun segno di voler rinunciare alla propria indipendenza strategica. e quindi non è un paese realmente assimilabile fino in fondo.
E gli americani avevano avuto buon gioco con l'Europa distrutta dalla guerra a piegarne qualsiasi, diciamo, volontà o vellità di autonomia strategica e oggi questo termine spesso nel dibattito di questi anni sta ritornando, ma in forma molto ridicola, perché l'autonomia strategica è una cosa seria; questo appare anche dopo l'11 settembre perché la radicalizzazione americana è dovuta anche ad un altro elemento nelle politiche basate sul documento della National Security Strategy del 2002, quello che codificava il concetto di guerra preventiva e c'era nella volontà e nella capacità di intervento degli Stati Uniti.
E quando si decide per l'invasione dell'Iraq e ci si trova due paesi europei che si permettono pubblicamente di criticare e di prendere le distanze da questa ipotesi di intervento, cioè la Francia di Shirak e la Germania di Schroeder, unitamente alle manifestazioni che si svolgono in alcuni importanti capitali d'Europa, come Londra, per esempio, rappresentano uno shock per la classe dirigente americana che dava per acquisito la subalternità dei paesi europei.
Il fatto che questo abbia messo, almeno sulla carta, un coro di critiche che va dall'estremità occidentale di Eurasia fino alla Cina, perché così no, sul palcoscenico delle Nazioni Unite Francia, Germania, Russia e Cina erano contro l'intervento e questo eh dà un'ulteriore ragione agli americani di radicalizzare la loro politica. ne viene fuori quel quell'investimento politico, chiamiamolo così, di cui parlava il coronello Wilkerson a metà agosto e dice "No, dobbiamo cominciare ad intervenire più pesantemente nel processo di selezione, no, delle delle classi dirigenti europee. Si parla esplicitamente di Stoltenberg, di Rutte e via dicendo. quello da un lato, dall'altro sempre diventa sempre più chiara la necessità di intervenire in modo drammatico all'interno dell'Europa.
Quando la Francia e la Germania puntano i piedi e dicono "No, questa storia dell'invasione dell'Iraq non va bene", vengono organizzate non una, ma due cordate di paesi europei, la prima degli otto che sono i vecchi paesi, i paesi della vecchia Europa che approfittano di un ciclo politico molto favorevole. C'è Aznar in Spagna, c'è Berlusconi in Italia, poi c'è la Danimarca, la Gran Bretagna che prendono posizione a favore degli americani, isolando qui così Francia e Germania.
Poi c'è un'altra iniziativa che può apparire secondaria, ma è importantissima, la la cosiddetta lettera di Venos che mette assieme una 10 paesi dell'Europa orientale e balcanica e i quali sottoscriv questi paesi sottoscrivono preventivamente il discorso che Colin Power farà alle Nazioni Unite e che possiamo dire retrospettivamente distrusse la carriera politica di Colin Power. per il livello veramente infimo, no, di nel quale lui cade, no, per quella ehm se noi proviamo, a me una volta è capitato farlo farlo per un seminario, se noi proviamo a cartografare la lettera degli otto e la lettera di Vilnius, cioè di questi 10 paesi che presero posizioni contro la Francia e la Germania, noi vediamo che gli Stati Uniti hanno praticamente circondato Francia e Germania costringendole all'impotenza. cioè un paese cosiddetto alleato che interviene nelle faccende del vecchio continente e organizza eh questo tipo di rivolta contro la Francia e la Germania. Tra l'altro eh il il l'artefice reale, il regista eh americano che si chiamava Bruce Jackson era una persona, insomma, che aveva lavorato con i servizi, che era legata alla Locked Martin e che fu interno a quel progetto di sostegno al progetto della diciamo dell'espansione verso e questo sarebbe significato in virtù della necessità di standardizzazione No, degli strumenti militari, un'ondata, diciamo così, di successi commerciali per i grandi gruppi a partire proprio da Locket Martin. Ecco, in quel momento, quando gli Stati Uniti capiscono che devono intervenire duramente, senza preoccuparsi anche di salvare, diciamo così, l'etichetta, di salvare la faccia, e allora probabilmente anche la questione ucraina fa un salto di qualità, perché noi sappiamo che si comincia a parlare, anche se non pubblicamente, di promesse fatte all'Ucraina sull'ingresso della NATO, ben prima che scoppiasse poi il caso al vertice atlantico di Bucares del 2008. Come lo sappiamo? Lo sappiamo. Questo è un documento che io ho citato nel mio libro. Lo sappiamo perché ci sono delle lamentele americane dell'ambasciatore americano AIV del 2006, il quale si lamenta con la classe dirigente uraina perché dice che alla prova dei sondaggi questa popolazione ura non se ne frega niente della NATO, è piuttosto freddina e quindi loro dovrebbero lavorare e impegnarsi seriamente per far insomma per rendere più eh appetibile la prospettiva di un ingresso eh dell'Ucraina nella NATO. E poi, come sappiamo, eh questa radicalizzazione porterà alla proposta che Bush fece Bush figlio fece al vertice atlantico di Bucares e al vertice atlantico di Bucares scoppiò il finimondo. >> Esatto. >> Perché francesi e tedeschi si misero di traverso. C'era anche personalmente Anghela Merkel, la quale però è abbastanza, diciamo così, cioè non ne parla. Il suo libro di memoria, quello che ha pubblicato qualche anno fa Libertà è abbastanza omertosa sull'argomento perché non dice il pandemonio che scoppia soprattutto dietro le quinte a a Bucarest. Noi lo sappiamo che perché lo ha scritto nel suo libro di memoria con Dolisa Reis, la quale ha raccontato con Dovizia di particolari come i rappresentanti europei della NATO siano venuti quasi alle mani con Sikorski, con i rappresentanti francesi e tedesco, con altri paesi dell'Est che sono stati estremamente aggressivi perché hanno accusato la Germania di fare la stessa politica e solito ritornello diment fatta negli anni 30 con il nazismo. Adesso naturalmente il ruolo del nazista insomma spetta alla Russia di Putin. >> Sì, quel vertice è stato cruciale in effetti perché ma la gestazione proprio appunto il processo è molto interessante perché per esempio l'Ucraina manda addirittura un contingente in Iraq. Questo è è significativo del insomma un paese che non è che navigava in buone acque economiche eppure trova le risorse per inviare un contingente. E lì ricordiamo a Donald Transfeld nasce la vecchia dicotomia vecchia Europa nuova Europa. La vecchia Europa venusiana approfittatrice la nuova Europa invece marziana più disposta a riconoscere il valore degli Stati Uniti, insomma. E adesso questa nuova Europa è quella che sembra aver preso il controllo di fatto politico della NATO, cioè la NATO ormai e c'è una, come ci dice sempre il mio amico Maurizio Boni che è stato un generale italiano, lui dice che c'è una NATO militare che secondo lui ha fatto bene il suo compito, nel senso lui dice "Noi l'Italia non avrebbe mai potuto raggiungere livelli di professionalità a livello di forze armate se non avesse avuto uno strumento alle spalle come la NATO". Però lui dice, "C'è questa NATO politica che ci sta portando allo sfacelo perché sta letteralmente andando ben oltre i mandati originari della NATO." Stolt e guardiamo Mark C Rutte, ma anche il suo i suoi predecessori. Cioè io mi chiedo spesso a a che titolo a che titolo parlano, a nome di chi parlano, sono segretari generali della NATO, ma non è chiaro se stanno facendo stanno semplicemente riportando le posizioni dei vari paesi o invece facendo politica autonomamente, o meglio politica per conto di alcuni paesi e e contro altri all'interno dell'alleanza. >> [suono gutturale] >> Quindi, eh, cioè e insomma, quindi questa Europa orientale che diventa il punto di riferimento nel vecchio continente degli Stati Uniti approfitta di questa di questa luna di miele con Washington per acquisire sempre più posizioni e c'è un un punto cruciale, un progetto cruciale che tu individui nei tuoi iscritti che è la Easter Partnership >> che porta che che è lì che che secondo te c'è sono le impronte digitali dell'Europa in questo disastro geopolitico che è la guerra russa uccraina. >> Sì, però prima di affrontare in partnership io vorrei sottolineare una cosa, un elemento che tu hai introdotto che è molto importante. Tu hai ricordato che molti di questi paesi dopo fornirono dei contingenti militari per l'invasione dell'Iraq. Questo è un ragionamento che in chiave storica, perché ormai so è passato un quarto di secolo, dovrebbe aprire gli occhi a coloro e sono tanti, che inscrivono tutto il processo, diciamo così, di costruzione politica del mondo dell'Est dopo la fine della guerra fredda nel frame sbagliato, perché molti sostengono questi erano paesi indipendenti, volevano essere liberi e fecero la scelta libera di aderire ad un'organizzazione, quella della NATO che aveva caratterizzato una parte importante dell'esperienza dell'Europa occidentale. Questo eh diciamo frame del rapporto fra libertà, indipendenza, ehm, come devo dire, autodeterminazione nazionale non regge alla prova di quello che è accaduto. Questi paesi si sono iscritti ad un club imperiale. Non è vero che cercavano la libertà e la democratizzazione delle relazioni internazionali, altrimenti non si capisce la ragione. tutti i paesi che sottoscrivono la lettera di Vilnios, alcuni dei quali lo fanno per onorare un processo di assorbimento dell'Alleanza Atlantica che sarebbe materialmente stato formalizzato l'anno successivo, nel 2004, quando c'è il Big Bang, cioè una tornata di espansione sia dell'Unione Europea che della NATO molto consistente sotto il profilo numerico. Altri lo fanno per tenere aperta la speranza di un loro futuro assorbimento e altri che formalmente non hanno mai avuto neanche l'invito, come nel caso dell'Ucraina, perché nel 2003 ancora non c'è neanche un invito formale, ehm decidono di saltare su quello che è apparentemente il caro del vincitore con il suo programma imperiale, per cui da un lato c'è la retorica della libertà, dell'autodeterminazione contro il rischio di influenze imperiali del passato. Dall'altro c'è invece l'adesione totale incondizionata, senza neanche preoccuparsi, diciamo così, dopo di rettificare dopo il bleff clamoroso, no, di di Colin Power che, ripeto, gli costò anche la carriera politica, come lui stesso ha ammesso in un'intervista 2 anni dopo. Niente, questi saltano sul carro del vincitore e mandano le loro piccole truppe, perché poi sono paesi che non hanno grandi capacità di sforzo militare, in Iraq ad invadere un paese contro, diciamo così, il gli orientamenti maturati nel Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite. E questa è la ragione che vorrebbe spingere persone che in buona fede vedono ancora leggono ancora questa storia nel frame sbagliato perché non usano dopodiché che succede? E come tu li chiamavi, c'era la la Easter Partnership. Questo è un elemento sul quale noi non insisteremo mai abbastanza perché benché io sia il primo a inscrivere l'allargamento della NATO all'interno di una programmazione politica, di una visione politica eh americana, però devo fare anche i conti con la storia. I conti con la storia mi dicono che questa iniziativa americana si era inchiodata al vertice di eh di Bucares del 2008 e dopodiché bisogna inventarsi qualcosa. Questa cosa, cioè il coperchio rispetto alla pentola. si dice che il diavolo fa le pentole ma non i coperchi. Il coperchio l'hanno fatto gli europei perché e ed è veramente una storia che a studiarla ha del clamoroso. Remetto che c'era un atteggiamento molto strano da parte di allora ministro degli eseri che poi sarebbe diventato capo dello stato in Germania Stein Meyer in più di un'occasione nel corso di interviste rilasciate all'epoca guardava con un atteggiamento un po' tra, diciamo così la critica e il comunque il volerne prendere le distanze dal provvedimento, cioè da dalla linea della IS dal progetto di Easter Partnership, cioè gli sembrava non adeguato, anche rischioso per certi aspetti. Quindi questa iniziativa non è nata all'unanimità, è nata all'interno di una serie di equilibri molto precari all'interno dell'Unione Europea. Che cos'era sotto questa Easter Part? chiusa la stagione degli allargamenti sia dell'Unione Europea che della NATO, perché c'erano stati veramente, diciamo così, delle ondate grandi, c'era la cosiddetta stanchezza dell'allargamento, così la chiamavano, enlargement fatigue. Si diceva "Ma che facciamo? Ci fermiamo, non ci possiamo fermare, dobbiamo lanciare un messaggio". Quindi, anziché mettere in campo, anziché programmare nuove stagioni di allargamento che che prevedevano la membership, si ripiegò su un progetto di pura partnership, il che vuol dire che giuridicamente i paesi ai quali era destinato, cioè Bielorussia, Moldavia e Ucraina e poi Azerbaijan, Armenia e Georgia, quindi tre paesi un po' più a nord e tre paesi nell'area del Caucaso. A questi paesi sarebbe stata proposta una collaborazione che non comprendeva poi l'assorbimento all'interno delle strutture dell'Unione Europea. Ehm, quindi non avrebbero avuto diritto di voto, non avrebbero avuto membership, quindi teoricamente dovrebbe essere un impegno, diciamo così, light. Che succede? che concretamente quando viene elaborato eh il programma perché l'isten partnership era un un quadro generale quando viene elaborato eh la l'accordo il modello di accordo per l'Ucraina, il deep and comprehensive free trade agreement per l'Ucraina ne viene fuori un progetto che gli studiosi non hanno difficoltà a definire di hardlow perché un progetto di 2100 pagine, 2100 pagine in cui tutto viene normato rigorosamente e meticolosamente, manco se si trattasse, diciamo così, di un progetto di membership e non di partnership. Ehm, questo progetto così meticoloso prevedeva, tra l'altro, perché questo è nei trattati europei, il riconoscimento di tutti i vincoli che derivavano ai paesi dall'essere membri dell'Alleanza Atlantica. Quindi dentro questo ci sono anche gli accordi di sicurezza che come una cinghia di trasmissione leano anche i paesi che non sono del mondo atlantico all'interno del mondo atlantico. Qual era la ricaduta concreta di questo progetto di deep comprehensive Free Trade Agreement? era da rendere, poiché prevedevano di fatto la recezione di tutto la Kiko Minoter, che è quell'insieme voluminoso di leggi europee, questo avrebbe reso praticamente impossibile continuare la relazione commerciale tra Ucraina e Russia, che era una relazione commerciale che occupava una quota rilevantissima del PIL uraino e tutte le regioni orientali. Quindi quando Janukovic in 3-4 anni di negoziati riesce a strappare tutto quello che perché sa che insomma in gioco c'è parecchio e alla fine lo stesso si fa i conti e vede che quello che perde non è risarcibile con la promessa, diciamo così, che verrebbe dal futuro. lui non non se la sente e decide di rimandare la firma e là scoppia tutto il pandemonio, probabilmente organizzato del di Piazza dell'Indipendenza, no? Euromaidan. >> Sì. >> E una cosa che ci dovrebbe far riflettere perché molti dicono oggi dicono "Ma come ci siamo ridotti a questo? Come siamo arrivati a questo punto? Com'è possibile che c'è un'Europa così bellicosa? Non era nato così e via. Beh, guardiamo chi sono i due registi della Eastern Partnership. Sono due personaggi, uno dei quali forse più noto perché si è fatto conoscere. Uno è Sikorski, Radoslav Sikorski che è cresciuto all'estero all'interno delle reti eh dei neoconservatori americani, ha sposato una rappresentante importantissima di quel mondo, è stato un ammiratore da giovane, un ammiratore eh straordinario di eh Bricinski. Ehm qualche settimana fa Francesco D'Allio ha scritto, diciamo così, eh una una serie di post molto, diciamo così, eh chiari, no, sul background di questo personaggio. è un polacco e 2 anni dopo l'ingresso della Polonia nell'Unione Europea sente di avere la forza e l'autorità per offendere i tedeschi che l'hanno fatto entrare nell'Unione Europea quando si mette pubblicamente ad attaccare il primo Nordstream dicendo che l'equivalente funzionale dell'accordo Molotof Rebet, cioè io non Non so se noi abbiamo idea di quale sia, diciamo, cioè un paese dell'Europa orientale che è appena entrato nell'Unione Europea e l'Unione Europea, cioè nell'Unione Europea la Germania non è il Lussemburgo, va bene? o Andorra è praticamente assieme alla Francia è stato il cuore, no, dell'esperimento dell'integrazione europea e tu appena entrato ti senti di poter attaccare alla Germania dicendo che la progettazione della politica energetica col Nordstream 1 che veniva appunto progettato in quegli anni è l'equivalente funzionale del patto Moloto Freibentrro. Significa o che sei di fronte a un velletario matto che non ha idea di che sta parlando, oppure di una persona che aveva le spalle coperte e poteva prendere di faccia la Germania. Ed è chiaro delle due qual è l'ipotesi? Il secondo personaggio che addirittura prima di Sikowski, perché Sikowski entra in un secondo momento, il personaggio che progetta la Easter Partnership, cioè il piano B, perché il piano A si era incagliato a Bucarest nel vertice 2008. è lo svedese Carl Built. Carl Built è stato anche premier svedese all'inizio degli anni 90. Ma chi è Carbildt? un altro che è cresciuto nelle reti internazionali della solidarietà neoconservatrice. Carl è il personaggio. Io quando scrissi il libro non avevo ancora incontrato e letto il libro di Ola Tunander, The Secret War against Sweden, la guerra segreta contro la Svezia, in cui questo ricercatore norvegese ricostruisce quel quello quella storia, quella gigantesca operazione psicologica che la NATO fa, che gli atlantici fanno, cioè gli americani e gli inglesi nella nel 1982 nella Svezia di Olof Palme. Olf Palme era riuscito a costruire un consenso generale sul fatto, eravamo, diciamo così, nel cuore della cosiddetta seconda guerra fredda, quella che avrebbe portato all'installazione degli Euromistili, il Cruise e i Persching 2 in Europa. era riuscito Orof Palme a costruire un consenso per la demilitarizzazione in tutto il Nord Europa. Fu costruita nell'82 un'operazione psicologica che portò al ribaltamento totale dell'opinione pubblica e chi fece da sponda a questa operazione americana e britannica fu il giovane Carl Build che stava muovendo le sue mosse. Non so se pensi che debba ricordarla un attimo, in due parole questa operazione. >> Fu si creò un allarme strategico nell'arcipelago di Stockholma perché si disse che erano stati avvistati dei sottomareri. La cosa fu resa minimamente credibile perché un anno prima c'era stato un incidente marittimo che aveva riguardato un sottomarino, ma non si aveva nessuna prova che fossero sottomarini, ma si creò una psicosi collettiva che fu alimentata per settimane e mesi sui giornali e alla fine una commissione ristretta della quale faceva parte Carry Build decise che si trattava effettivamente di sottomarini sovietici che stavano quindi violando la sovranità della Svezia. Il premier Olof Palme fu messo chiaramente in difficoltà perché si vide rivoltare l'opinione pubblica contro, dovette chieder conto ai sovietici di questa storia e quindi fu, diciamo così, un primo colpo alla cattedra di Olof Palme, il quale poi fu eliminato fisicamente 4 anni dopo. È chiaro? 20 anni dopo, è questo che scopre Olaunander, questo ricercatore norvegese. In una trasmissione televisiva, Caspar Weinberger, l'allora segretario alla difesa americana, racconta con una certa leggerezza sì che c'è stato un periodo negli anni 80 in cui loro assieme ai britannici, cioè gli americani e britannici testavano le difese marittime della Svezia e fondamentalmente ammette che erano sommergibili britannici e americani che crearono quell'operazione e James Schlesinger che è stato segretario della scia intervenendo sulla questione rispondere ad una domanda, ma che cos'era la Svezia? Dice, "Ma quale Svezia? La Svezia dei politici che rappresavano un paese neutrale o la Svezia dei militari che hanno atteso tanto di legarsi a noi?" Allora, [schiarire la voce] questo è un piccolo pezzo di storia, diciamo, della guerra fredda che molti non conoscono perché noi non sappiamo tutto quello che è successo, ma è un pezzo di storia drammatica. Ebbene, un personaggio cresciuto politicamente all'interno di quella operazione ce lo ritroviamo poi 20 anni dopo, 27 anni dopo, che orchestra il piano B, cioè il trappolone per ricreare la trappola afgha Russia e cioè esasperare le condizioni geopolitiche nell'Ucraina orientale e, diciamo così, incentivare un percorso di crisi che avrebbe portato allo lo scontro. >> Eh, questa è una ricostruzione, direi che ineccepibile. Le le pianificazioni sono andate in esattamente, secondo me, in questa maniera. Poi naturalmente e non tutte le ciambelle vengono col buco perché si pensava di, insomma, di infliggere una sconfitta strategica alla Russia. Adesso sembra che le cose si stiano mettendo in un'altra in un'altra maniera e quindi troviamo il buon Sikorski in questi giorni assieme a Carl Bilt. erano in Ucraina solo poche settimane fa a un vertice un una conferenza sulla sicurezza che in genere si tenevai alta, ma che per ovvia ragione adesso si tiene a Kiev e di ritorno dal da quel vertice lungo la linea ferroviaria Kiev Varsavia, il loro un convoglio vicino a loro viene colpito da un drone russo e a bordo di questo treno c'erano Carilt, c'era David Petreus della CIA e c'era Boris Johnson, quindi personaggi che hanno tutti avuto grossi grossi eh responsabilità rispetto a quello a quello che è accaduto. Io credo che il messaggio sia arrivato forte forte chiaro. Io Salvatore credo che abbiamo ricostruito con e poi naturalmente si arriva a quel a quel libro di cui abbiamo parlato in apertura, cioè il libro di di Jones che è uno storico militare e un ex ufficiale dell'esercito statunitense che documenta proprio come gradualmente gli Stati Uniti, ma ne ha parlato anche il New York Times per esempio, siano diventati un anello proprio della catena di morte a Ucraina, no? più che un anello, probabilmente è la catena stessa che è sorretta dagli Stati Uniti e l'Ucraina a quel punto è un anello specifico perché tutti tutte le mattina a Visiden, un generale statunitense Donayu si incontrava con controparti uine per definire obiettivi da colpire pianificazioni strategiche, cioè il livello ormai si può dire che gli ucraini a malapena premono il grilletto.
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