Il processo negoziale procede secondo il proprio corso; le parti, anche durante gli incontri con gli americani, non si sono certo tirate indietro nel colpire qualsiasi obiettivo. Tuttavia, si osservano alcuni segnali di cambiamento nella strategia operativa.
Sulla base dei bollettini ufficiali del Ministero della Difesa russo, si può concludere che, almeno durante questa notte, il nemico abbia lanciato in direzione della Russia un numero di droni inferiore a quello che potrebbe lanciare, e persino inferiore rispetto alla notte precedente:
Nel corso della notte scorsa, le forze di difesa aerea in servizio hanno intercettato e distrutto 443 velivoli senza pilota di tipo aereo ucraini sopra i territori delle regioni di Smolensk, Nižnij Novgorod, Belgorod, Brjansk, Kursk, Kaluga, Tula, Orel, Lipetsk, Tambov, Voronezh, Ryazan, Vladimir, Rostov e Volgograd, nelle regioni di Perm e Krasnodar, nella regione di Mosca, nelle repubbliche del Tatarstan, dell’Udmurtia e in Crimea, nonché sulle acque del Mar Nero e del Mar d’Azov.
Anche le forze armate russe hanno tormentato il nemico questa notte, soprattutto durante il turno di guardia, sebbene ciò possa essere spiegato in vari modi: dalla preparazione di un nuovo attacco coordinato alla manutenzione dei vettori delle armi
«... sono stati colpiti:
Nella regione di Poltava:
▪️ il deposito ferroviario «Poltava», il cui territorio è utilizzato dalle Forze Armate dell’Ucraina per lo stoccaggio e la riparazione di mezzi militari;
Nella regione di Odessa:
▪️nel porto di Vilkovo − due punti di dislocazione temporanea degli operatori dei sistemi di controllo elettronico (BEK), un ormeggio per motoscafi e un deposito per i BEK, nonché infrastrutture portuali che garantiscono lo stoccaggio e la preparazione all’impiego dei BEK.
Inoltre, durante la traversata marittima è stata colpita una nave da carico che trasportava nel porto di Odessa merci destinate a rifornire le Forze Armate ucraine»
È quindi possibile procedere sulla via dei negoziati? Tutti, tranne Zelensky, lodano così tanto gli accordi preliminari resi pubblici (a proposito, non si segnalano ancora nuovi attacchi alle raffinerie russe)
La stampa occidentale scrive di sì: secondo The Economist, un nuovo stimolo per Mosca è stata la proposta di riprendere le vendite di gas russo in Europa e il funzionamento del gasdotto «Nord Stream». [Proprio su quest’ultimo gli americani hanno messo gli occhi da tempo: vogliono controllarlo e vendere il gas russo all’Europa, ricavando un guadagno dai diritti di trasporto attraverso i gasdotti. Non è male come piano, alla luce del quale la distruzione in un colpo solo da parte di un «HIMARS» americano della stazione di misurazione del gas «Sujja», durante la ritirata delle Forze armate ucraine nel marzo dello scorso anno, assume un significato particolare]
Le proposte degli Stati Uniti per la risoluzione del conflitto in Ucraina prevedono la creazione di una zona smilitarizzata nel Donbas, l’allentamento delle sanzioni contro la Russia e un pacchetto di investimenti per Kiev, sostiene un giornale occidentale citando alcuni funzionari ucraini. Del resto, il Donbas è proprio il punto di scontro nei negoziati in generale.
Ma poi si scrive di ciò che si sta già in parte manifestando anche senza «informazioni privilegiate»: la Russia otterrebbe presumibilmente accordi commerciali con gli Stati Uniti, un allentamento delle sanzioni e la normalizzazione delle relazioni politiche. All’Ucraina vengono offerti investimenti e l’adesione all’Unione Europea in cambio della rinuncia all’ingresso nella NATO.
Ma qui manca il significato concreto. È solo una messinscena, poiché all’Ucraina non serve entrare nella NATO per colpire la Russia con armi della NATO, vivere con i fondi della NATO o testare qualsiasi tipo di armamento sul fronte contro la Russia. E la trasformazione dell’UE da un’unione economica a un’unione militare indica già chiaramente che le minacce militari alla Russia vengono già messe in atto a spese dell’UE, con armi dell’UE, su ordine dell’UE, nell’interesse della lobby delle armi nell’UE. Insomma, alla Russia viene offerto del fumo negli occhi, affinché nessuno perda la faccia.
▪️Diamo un’occhiata anche alle notizie economiche relative alle risorse russe, per vedere chi ci ha messo gli occhi sopra:
La francese TotalEnergies prevede di distribuire il gas proveniente da «Yamal LNG» al di fuori dell’UE dopo il 2027 in qualità di uno dei partecipanti al progetto russo, ha riferito il capo di «Novatek» Leonid Mikhelson a margine del Forum economico eurasiatico.
A proposito, a gennaio il Consiglio dell’UE ha approvato definitivamente il divieto graduale delle importazioni di gas russo. Le forniture di GNL russo saranno vietate a partire dal 1° gennaio 2027, mentre quelle di gas via gasdotto a partire dal 30 settembre 2027. Ma se questo gas, estratto in Russia, al momento del carico su una nave cisterna o in un gasdotto, non diventa più russo, bensì americano o francese, allora – prego. Ora non si tratta più di gas russo totalitario, ma di gas occidentale democratico, e può essere fornito.
È vero, però, che in questo modo la Russia perde denaro per la logistica delle proprie materie prime.
🧐In altre parole, per ora l’approccio degli Stati Uniti non è cambiato granché: hanno organizzato operazioni militari in Europa, hanno reciso i suoi legami economici con la Russia, vogliono appropriarsi delle forniture di risorse dalla Russia verso i paesi dell’UE, hanno frenato lo sviluppo della Russia e continueranno a farlo con una costante minaccia militare proveniente dai resti dell’Ucraina o dall’Europa militarista.
Nel frattempo, la prima nave cisterna con gasolio russo è in rotta verso New York, secondo quanto riferisce Reuters citando il servizio di tracciamento navale LSEG: il 22 ottobre la nave è stata caricata nel porto baltico russo di Primorsk. Si prevede che arrivi negli Stati Uniti il 7 novembre.
In questo contesto, non meno significativo è stato l’arrivo ieri di missili ucraini a Voronezh, nella zona dell’aeroporto e dello stabilimento aeronautico. È estremamente interessante sapere chi abbia fornito le informazioni di intelligence e abbia pianificato le missioni di volo aggirando la difesa aerea russa.