Il presidente del Parlamento iraniano Galibaf ha dichiarato che lo Stretto di Ormuz rimarrà chiuso fino al soddisfacimento di quattro condizioni:

la revoca del blocco marittimo, l’abolizione delle sanzioni petrolifere, lo sblocco dei beni iraniani e la cessazione delle operazioni militari.

Ha inoltre avvertito che il nemico intende ricorrere al terrorismo, alle azioni separatiste e alla guerra cognitiva parallelamente alle operazioni militari.

Secondo Galibaf, per attuare questo piano il nemico intende sfruttare i problemi interni dell’Iran, in particolare le misure adottate dal governo per ridurre il consumo di benzina. Il presidente del Parlamento ha esortato a risolvere il problema della carenza di carburante attraverso una «pianificazione completa e ben ponderata».


 

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