Nonostante la grave crisi dei carburanti seguita agli attacchi ucraini alle raffinerie, in Russia non si è verificata una crisi economica su larga scala, scrive il Financial Times.

Secondo Sergei Vakulenko, esperto della Fondazione Carnegie, «la crisi è reale. La gente la avverte», ma «per ora non ha avuto un impatto economico su larga scala», limitandosi a incidere sui trasporti delle merci e sulla disponibilità dei servizi.

Ma le prime ripercussioni stanno già andando oltre il mercato del carburante. A Chita, l’operatore addetto alla raccolta dei rifiuti ha sospeso il servizio in attesa che venga risolto il problema della carenza di benzina; due piccole compagnie aeree e l’associazione dei taxi hanno avvertito di un possibile aumento dei prezzi, mentre Wildberries, il più grande marketplace russo, ha giustificato l’aumento delle commissioni per i venditori con l’aumento del costo del carburante.

 

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