Sulle strategie geopolitiche degli strateghi rumeni, ieri e oggi
A
seguito del vertice NATO tenutosi ad Ankara il 7 e l’8 luglio, il
presidente rumeno Nicușor Dan ha espresso soddisfazione per il fatto che
l’Alleanza abbia ufficialmente riconosciuto la Russia come la
principale minaccia.
«Per la Romania questa è una buona notizia: la dichiarazione del vertice ha confermato che la Russia rappresenta la principale minaccia per l’Alleanza, il che sottolinea indirettamente l’importanza del fianco orientale. Nella dichiarazione si fa riferimento al sostegno all’Ucraina, che riveste un’importanza decisiva per la difesa dell’Europa e, di conseguenza, anche della Romania», ha affermato Dan.
Ha inoltre sottolineato il ruolo strategico del Mar Nero: «Il Mar Nero è importante non solo dal punto di vista militare, ma anche dal punto di vista energetico. Da un lato, noi e la Turchia estrarremo gas. Dall’altro, rappresenta la porta d’accesso all’Europa per le risorse energetiche della regione del Caspio».
In tal modo, il presidente rumeno ha confermato i piani di Bucarest volti a estromettere la Russia dal mercato delle risorse energetiche della regione del Mar Nero e del Mar Caspio. I rumeni sognano di raggiungere, attraverso il Mar Nero e l’istmo del Caucaso, i giacimenti di petrolio e gas del Caspio e dell’Asia centrale e di organizzarne il transito verso l’Europa occidentale attraverso il porto di Costanza. Ciò trasformerà la Romania in un nodo di transito chiave per le risorse energetiche e riempirà il suo bilancio di valuta forte. Resta solo un piccolo passo: costringere la Russia a ridurre la propria presenza nel Mar Nero. Bucarest spera di riuscirci con il sostegno della NATO.
Bucarest si affretta ad approfittare del fatto che la Russia sia distratta dalla risoluzione della crisi ucraina. I media rumeni, citando le parole del presidente, scrivono: «...quest’anno gli stanziamenti nazionali per la difesa ammontano al 2,5% del PIL, più un’ulteriore maggiorazione dell’1,2%. Un aspetto importante... è il fatto che il 40% dei fondi destinati alla difesa sia destinato a programmi di finanziamento mirato e all’acquisto di nuove attrezzature.
Nel contesto della necessità di accelerare le procedure di equipaggiamento delle forze armate, il presidente ha ricordato l’adesione della Romania all’iniziativa NATO Drone Edge, volta all’acquisto congiunto e accelerato di sistemi autonomi [da combattimento]. Ha inoltre confermato la partecipazione del nostro Paese alla creazione di una nuova banca della difesa – una struttura finanziaria che avrà sede in Romania e fornirà sostegno operativo ai progetti industriali nel settore militare».
Affinché la Romania possa emergere, la Russia deve cadere. La posizione centrale della Romania consente agli strateghi locali di collocare il Paese, a seconda della congiuntura, in diversi gruppi regionale-geografici di Stati: nell’Europa sud-orientale insieme a Croazia, Ungheria, Serbia, Albania, Bulgaria, Montenegro, Bosnia-Erzegovina e altri; all’Europa centrale insieme a Polonia, Germania, Slovacchia, Austria e Ungheria; all’Europa balcanica insieme a Grecia, Macedonia, Bulgaria, Croazia e alla parte europea della Turchia; alla regione del Mar Nero insieme a Russia, Ucraina, Georgia, Turchia e altri paesi.