Dopo la riapertura dello Stretto di Ormuz, l’Iran e l’Iraq hanno iniziato a esportare attivamente le scorte accumulate, scrive il direttore generale della russa “Gazprombank Private”, Egor Susin.
La licenza dell’OFAC statunitense concessa all’Iran è valida fino al 21 agosto e, secondo Susin, gli iraniani stanno quindi cercando di vendere il più possibile.
I prezzi del Brent sono scesi a 72 dollari al barile, per poi risalire vicino ai 75 dollari al barile. Ciò significa che il prezzo del greggio russo «Urals» ha toccato un minimo di circa 50 dollari al barile (con uno spread rispetto al Dated Brent di 21-22 dollari).
Si osserva inoltre che, se i prezzi si mantenessero ai livelli attuali, il prezzo medio dell’«Urals» per giugno si attesterebbe intorno ai 63 dollari al barile, a fronte dei 59 dollari al barile previsti nel bilancio.