‼️Trump ha accettato un piano per allentare le sanzioni contro la Russia, a condizione che Mosca rilasci una parte dei prigionieri politici, secondo quanto riporta The Atlantic.

 

 L’idea è stata proposta da John Cole, inviato speciale di Trump, che in passato aveva condotto negoziati con Lukashenko. Il piano è già stato messo in pratica in Bielorussia: Minsk ha rilasciato circa 500 prigionieri politici. Gli Stati Uniti, in risposta, hanno allentato le sanzioni e hanno avviato le trattative per l’acquisto di potassio bielorusso. Secondo Cole, anche la Russia è coinvolta nell’accordo sul potassio. L’Europa non consente il transito dei fertilizzanti bielorussi attraverso il proprio territorio, pertanto il carico passerà molto probabilmente attraverso la Russia.

 Ieri Trump ha nominato Cole alla nuova carica di inviato speciale del presidente per gli ostaggi, con il grado di ambasciatore. La nomina deve essere approvata dal Senato.
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Si dice che il piano sia vantaggioso per Washington. Consente infatti di discutere con Mosca non solo dell’Ucraina, ma anche di accordi relativi a petrolio, gasolio e metalli rari. Come bonus, la liberazione dei detenuti per motivi umanitari potrebbe rafforzare la posizione di Trump nella corsa al Premio Nobel per la Pace. 
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Finché la Casa Bianca non avrà confermato il piano, significa che non si è ancora raggiunto un accordo sui punti principali. 

Sono convinto che i prigionieri politici in accordi di questo tipo servano da pretesto, non da motivo. 

Un esempio recente è la Francia. Nei giorni scorsi l’UE ha revocato le sanzioni contro Alisher Usmanov e Mikhail Fridman. Parigi è stata la più attiva nel sostenere Usmanov. La spiegazione ufficiale: in cambio, l’Azerbaigian rilascerà i francesi condannati in quel Paese per spionaggio e corruzione. Aliyev ha graziato uno di loro, Marten Ryan, il giorno dopo la decisione di Bruxelles.
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Ma rifletteteci: Macron mette costantemente in guardia l’Europa dalla minaccia russa e, allo stesso tempo, ottiene la revoca delle sanzioni nei confronti di un miliardario russo. Bisognava pur trovare una spiegazione. Un connazionale salvato è la spiegazione perfetta. E il vero prezzo di tali accordi è il denaro e gli interessi commerciali.
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I prigionieri politici sono, per qualsiasi governo, un fardello. Bisogna sorvegliarli e sfamarli, e a causa loro il governo viene criticato. Lo scambio ideale è dare ciò che non serve in cambio di ciò che serve. I detenuti non servono al Cremlino, mentre la revoca delle sanzioni è necessaria. 

Se uno scambio del genere andasse in porto, sarebbe una buona soluzione: i detenuti verrebbero liberati e andrebbero all’estero, mentre l’economia beneficerebbe di alcune agevolazioni. 

Sarebbe bello se si raggiungesse un accordo.

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