‼️All’incontro tra i rappresentanti di Trump e Zelensky, i media e i social network stanno discutendo della notizia secondo cui la Russia sarebbe disposta a cessare gli attacchi alle infrastrutture energetiche ucraine in cambio della revoca delle sanzioni e di una corrispondente cessazione da parte dell’Ucraina degli attacchi alle infrastrutture russe, comprese quelle energetiche
Mentre Kiev è all’oscuro di tutto e il suo sindaco esorta i residenti ad abbandonare la città, l’Ucraina e l’amministrazione Trump stanno negoziando una tregua parziale che riguarda gli attacchi alle infrastrutture energetiche, osservano i media occidentali, sottolineando che Mosca ha ora comunicato a Washington quale potrebbe essere il costo di tale accordo.
A giudicare dall’ora di pubblicazione della notizia, il primo a riportarla è stato il media ucraino in lingua inglese «Kyiv Independent», che, citando funzionari statunitensi e ucraini, ha affermato:
✔️ L’inviato speciale di Vladimir Putin, Kirill Dmitriev, a settembre ha comunicato agli ambasciatori di Trump, Steve Whitcoff e Jared Kushner, che la Russia vuole la revoca delle sanzioni nell’ambito di qualsiasi accordo di questo tipo.
✔️ Non è ancora chiaro a quali sanzioni si faccia riferimento. Un diplomatico europeo ha ipotizzato che Mosca possa puntare allo sblocco dei propri beni congelati.
✔️ La Russia collega inoltre la tregua energetica al cessate il fuoco nel Mar Nero, dove anche l’Ucraina sta sferrando attacchi contro navi russe.
✔️ Dopo il loro ultimo viaggio in Russia, Whitcoff e Kushner sono giunti alla conclusione che una tregua energetica sia possibile.
Ricordiamo che la delegazione ucraina incontra oggi Whitcoff e Kushner a Miami, secondo quanto riferisce Axios, per «ascoltare le proposte americane, che includono la cessazione degli attacchi alle forniture energetiche e di cereali». Secondo quanto riportato, Trump vorrebbe ottenere progressi prima delle elezioni di medio termine negli Stati Uniti.
A Kiev, tuttavia, non sono soddisfatti. «Ogni volta che iniziano i negoziati, avanzano sempre più richieste», si è lamentato con i media un funzionario ucraino che ha preferito rimanere anonimo.