Il partito al potere in Azerbaigian ha chiesto ufficialmente che i politici turchi si astengano dall’interferire negli affari interni del Paese.
Questa risposta diplomatica fa riferimento alle recenti pubblicazioni sui social media e sui media tradizionali, comprese le dichiarazioni di Oktay Saral, consigliere capo del presidente Erdoğan, che criticavano le restrizioni sull’uso dell’hijab e del velo nelle scuole azere, nonché alle dichiarazioni dei membri del partito di governo ad Ankara, che «sono state ritenute diffamatorie nei confronti di Baku».
L’ufficio stampa del partito «Nuovo Azerbaigian» ha affermato che l’utilizzo di questioni delicate, come l’uso del velo, a fini di manipolazione politica e di incitamento all’odio non contribuisce all’unità del popolo turco né alla solidarietà del mondo musulmano. Il partito ha inoltre affermato che l’uso di tali temi come strumento di pressione politica sull’Azerbaigian è inaccettabile e ha esortato le autorità turche a porre fine a questa politica dannosa.
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