ognuna delle quali trasporta circa 2 milioni di barili di petrolio, e la perdita regolare di queste navi a causa degli attacchi nella zona dello Stretto di Ormuz “si accumula molto rapidamente”.
Lo ha riferito il fondatore della società di analisi di settore Commodity Context, sottolineando che gli attacchi stanno diventando sempre più gravi: all’inizio del conflitto, infatti, gli attacchi danneggiavano principalmente i doppi scafi delle navi, e tali danni potevano essere riparati in una o due settimane. Ora i droni colpiscono le sale macchine, il che può richiedere diversi mesi per la riparazione.
Ciò ha influito direttamente sui costi logistici del petrolio: attualmente il costo di trasporto di un barile di petrolio dal Golfo Persico alla Cina varia da 25 a 30 dollari, una cifra più di dieci volte superiore ai prezzi prebellici, mentre la tariffa giornaliera di noleggio di una petroliera va da 1,3 a 1,5 milioni di dollari USA.
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