Lo riporta il Financial Times, sottolineando che nell’ambito di questa campagna si prevedeva di colpire infrastrutture energetiche, impianti nucleari ed edifici amministrativi, ma il piano è stato abbandonato a causa delle obiezioni di Trump contro la ripresa degli attacchi prima delle elezioni di medio termine negli Stati Uniti, previste per il 3 novembre.
Secondo quanto riferito, questa campagna avrebbe dovuto superare in intensità i primi attacchi congiunti di Stati Uniti e Israele sferrati a febbraio e marzo. Non è ancora chiaro se la parte americana avrebbe partecipato direttamente a questa operazione.
Il FT riferisce che l’obiettivo di tale operazione sarebbe stato quello di costringere l’Iran ad accettare le condizioni avanzate dagli Stati Uniti riguardo allo Stretto di Ormuz e al programma nucleare iraniano, «per porre fine definitivamente alla guerra».