Il Contesto - Intervista a Giampaolo Sordini.

 

 


📌 TITOLO E SINTESI BREVE 

Analisi militare del conflitto ucraino: l'escalation dei bombardamenti russi e le prospettive strategiche
Il giornalista e saggista Giacomo Gabellini dialoga con Giampaolo Sordini, ex ufficiale dei Bersaglieri, analizzando la recente intensificazione degli attacchi russi contro le infrastrutture critiche, la rete logistica e i nodi di trasporto in Ucraina. La discussione approfondisce il controllo dello spazio aereo, la sostenibilità economica dello sforzo bellico per l'Occidente rispetto alla Russia e le dinamiche geopolitiche che coinvolgono la NATO e l'Unione Europea.  

 

 
🔑 PUNTICHIAVE 

  • Introduzione: violenta ondata di bombardamenti russi su Kiev e su obiettivi logistici/energetici (ponti sul Dnepr, snodi ferroviari, magazzini, centrali). Visita a Kiev dell'ammiraglio Cavo Dragone (NATO). 
  • Strategia russa: colpire a 360 gradi l'economia ucraina, la logistica e la resilienza della popolazione (inclusi impianti agroalimentari e acciaierie) per azzerare la capacità di Kiev di sostenere la guerra. 
  •   Il contesto interno russo e la dipendenza ucraina dagli aiuti: consenso attorno alla linea di Putin e continuo sostegno finanziario ed economico europeo necessario per evitare il default ucraino.
  • Superiorità aerea e campagna SEAD: la Russia sfrutta la carenza di contraerea ucraina impiegando bombe guidate pesanti (FAB con moduli UMPC) e droni/missili, risparmiando ordigni più sofisticati e mettendo a segno colpi mirati sui ponti.  
  •   Mobilitazione e perdite: disparità numeriche tra forze ucraine e russe sul campo; uso russo prevalentemente di volontari e impiego della Rosgvardija nelle retrovie.
  • Tensioni NATO-Russia: le dichiarazioni polacche ed estoni su Kaliningrad, la reazione di Mosca sul rischio nucleare e la critica all'espansione e al ruolo strategico della NATO dal dopoguerra a oggi. 
  • La presenza di leader e delegazioni occidentali a Kiev: dimostrazioni simboliche, limiti dell'intelligence occidentale e controllo russo dello spazio aereo/elettronico. 
  • Capacità industriale e costi: confronto asimmetrico tra la spesa per la difesa occidentale e la produzione russa (differenziale enorme di costi per carri armati, munizioni e manodopera). 
  • Paragone storico con le “Guerre Stellari”: come la strategia del logoramento economico, un tempo usata da Reagan contro l'URSS, rischi oggi di ritorcersi contro l'Europa. 
  • Situazione al fronte: impiego delle riserve ucraine, avanzata russa verso la direttrice di Zaporižžja e riflessioni conclusive sulle prospettive negoziali.  

 

 
💡 TAKEAWAYS / AZIONI PRATICHE 

  1. Strategia di asfissia logistica: L'obiettivo russo non sembra essere l'occupazione dell'intero territorio ucraino, bensì la distruzione sistematica della capacità industriale, energetica e di trasporto per rendere insostenibile la prosecuzione
    della guerra per Kiev. 
  2. Asimmetria economica della produzione bellica: A parità di budget nominale, la Russia riesce a produrre quantità di mezzi, bombe e proiettili molto superiori rispetto ai Paesi occidentali, beneficiando di bassi costi energetici e di manodopera interna. 
  3. Rischi di escalation per la NATO: Iniziative o manovre a ridosso di enclavi strategiche come Kaliningrad o sui confini baltici comportano il rischio concreto di superare le “linee rosse” convenzionali, aumentando il pericolo di risposte
    asimmetriche o nucleari.  

 

 
📝 INTERVISTA

Giacomo Gabellini: Buongiorno a tutti. Nei giorni scorsi, Kiev ha subito uno dei più pesanti bombardamenti dall'inizio del conflitto. In particolare, le forze armate russe hanno iniziato a colpire con sistematicità i ponti sul fiume Dnepr, nell'ambito di
un'escalation focalizzata sulla rete logistica ed elettrica ucraina, che ha registrato attacchi con droni e missili contro snodi ferroviari, treni, magazzini, data center, centrali energetiche, depositi di forniture mediche e acciaierie.  I funzionari del governo di Kiev sostengono che l'obiettivo perseguito da Mosca verta sulla devastazione dell'economia ucraina, così da privare il Paese della capacità di sostenere lo sforzo bellico e fiaccare la determinazione a resistere della popolazione. Non sorprende pertanto che il presidente Zelensky abbia chiesto al suo omologo statunitense Trump di imporre sanzioni alle aziende russe e anche cinesi che, a suo avviso, sarebbero coinvolte nello sviluppo della rete satellitare Rassvet, alternativa a Starlink.  In questo contesto di tensioni crescenti, il presidente del comitato militare della NATO, ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone, si
è recato a Kiev in compagnia di una nutrita delegazione per incontrare il capo di stato maggiore delle forze armate ucraine, Drapatiy, e riaffermare il sostegno all'Ucraina. 
Ne parliamo assieme a Giampaolo Sordini, che è un ufficiale di fanteria dei Bersaglieri; nel corso della carriera militare ha espletato tutte le attribuzioni di comando sino al livello di battaglione, prestando servizio in svariati teatri operativi, tra cui Bosnia e Afghanistan. Ciao Giampaolo, e grazie.  

Giampaolo Sordini: Ciao a te e grazie a tutti gli ascoltatori che vorranno seguirci. 

Giacomo Gabellini: Bene, Giampaolo. Io ti chiederei anzitutto, insomma, di questi attacchi con missili e droni russi che stanno colpendo una moltitudine di bersagli, ma sembrano seguire una logica molto precisa: cioè la logistica, la rete logistica ed
elettrica ucraina — e quando dico rete logistica intendo dire ormai tutto — sono nel mirino delle forze armate russe. È di fatto un'escalation, no? Tu cosa ne pensi? 

Giampaolo Sordini: Sì, senza dubbio. Come riportavo un po' di tempo fa, questo non è nient'altro che il seguito alle dichiarazioni di Putin quando disse che Zelensky aveva aperto il vaso di Pandora senza sapere che cosa sarebbe successo. E gli attacchi sistematici russi non sono solo sulla parte logistica, ma vanno a colpire anche l'economia e la resistenza, diciamo, del popolo ucraino. Perché questi attacchi spaziano da le reti ferroviarie, gli aeroporti, i porti, e arrivano addirittura, come l'altro giorno, a colpire l'industria agroalimentare: nella zona di Dnipro hanno colpito la più grande fattoria dove producono… dove allevano maiali che vengono esportati anche in tutta Europa. 
Quindi è un qualcosa, un attacco globale al sistema Ucraina. 

Giacomo Gabellini: Sì, un attacco pesantissimo. 

Giampaolo Sordini: È pesantissimo, sì. Perché d'altronde, Putin adesso si trova… ha vinto le elezioni, ed è vero. Al contrario di quello che ci facevano vedere i nostri telegiornali, che intervistavano dei pseudo-russi che dicevano: «E ora non… io non voto
più Putin perché basta con questa guerra, non ce la facciamo più con la guerra». Quelle erano tutte pseudo-interviste create ad hoc per far credere qualcosa a chi non segue o a chi non conosce la popolazione russa.  Le vere interviste, i toni delle vere interviste erano ben diversi. Putin è in un certo senso accusato di essere troppo vago, cioè
troppo calmo, troppo tranquillo e di non voler spingere l'acceleratore. E queste accuse gli arrivano dai suoi più stretti collaboratori, che sono anche i cosiddetti falchi del Cremlino, e gli arrivano anche da una popolazione che vede che una parte degli introiti dello Stato — una grossa parte, perché anche quest'anno sarà aumentata nuovamente — va usata per rafforzare la macchina da guerra che però, dopo 4 anni e mezzo, ancora non ha raggiunto i suoi obiettivi. Per cui chiedono a Putin di farla finita una volta per tutte e di dare, scusatemi il termine, la mazzata finale che porti al collasso l'Ucraina. 
Per fare questo devi colpire l'Ucraina a 360 gradi: trasmissioni, internet, logistica, autostrade, strade, ponti, eccetera. E in quest'ultimo periodo, con gli attacchi ai porti, ormai l'Ucraina, da grande esportatrice di acciaio — porti e anche le acciaierie,
ovviamente — da grande esportatrice di acciaio non esporta più niente. Mittal, la stessa che aveva la nostra fabbrica in Puglia, sta pensando di mollare tutto perché ormai da quelle macerie non si riesce a ricostruire niente.  Cioè, qui siamo a quello che dicevo io tempo fa: che l'idea di Putin non è quella di conquistare tutta l'Ucraina, ma è conquistare
una parte dell'Ucraina e fare sì che il resto di ciò che rimane non sia più in grado di ferire. Quindi, per fare ciò, bisogna azzerare completamente l'economia. Ricordo che l'Ucraina, se non fosse per gli aiuti dell'Europa, a quest'ora avrebbe avuto il
quarto default consecutivo. Cioè, l'abbiamo già salvata quattro volte dalla bancarotta. E questo è fatto tutto con i soldi dei contribuenti europei. Che si sappia, eh! Che non è che sono… che è fatto con i soldi, con i ricavati dei beni confiscati. E poi anche lì c'è da aprire un altro discorso, perché il Belgio sta lottando contro l'Europa unita, contro l'UE, perché l'UE vorrebbe in pratica confiscare e vendere. E però il problema è che, dal punto di
vista internazionale, questa vendita non è legale e le responsabilità sarebbero del Belgio. Quindi ritorniamo al solito discorso di fare qualcosa con il posteriore degli altri. E il Belgio dice: «No, io non ci sto perché poi devo pagare io alla fine».  E questo è sempre per il fatto che l'UE non è né un'entità politica, non è né un'entità, come posso dire, federale — perché non lo è — è un guazzabuglio di leggi, leggine, cose artefatte attorno ad una moneta unica che poi, se vogliamo vedere, tanto unica non è. 

Giacomo Gabellini: Sì, sì, certamente. Eh però, Giampaolo, per portare avanti attacchi di questo tipo i russi… significa che hanno ormai il dominio incontrastato dello spazio aereo ucraino?  

Giampaolo Sordini: Certo, questo è un altro discorso che molti analisti non hanno assolutamente preso in considerazione. Io ho seguito da due-tre mesi ciò che ha fatto l'aeronautica e la neo costituita arma dei droni, l'arma aerea senza pilota russa.
Questi cosa hanno fatto? Hanno lanciato una campagna SEAD — SEAD significa soppressione della difesa aerea nemica, quindi distruggere radar, distruggere sistemi missilistici, eccetera — nel momento in cui l'Ucraina già sta soffrendo per una carenza
endemica di sistemi contraerei: i famosi Patriot, tanto per dirne una.  Quindi, cosa hanno fatto loro? Dice: «Proviamo a vedere ad andare avanti». Hanno condotto dei test, hanno visto che potevano entrare all'interno del territorio ucraino tranquillamente e utilizzare le bombe FAB 1500, 2000, 3000 con i moduli UMPC o UMK, a seconda di quello che volevano ottenere. E piano piano si sono spinti sempre di più avanti all'interno dello spazio aereo ucraino.  Cioè, gli aeroporti che segnalavo… gli aeroporti e gli eliporti che segnalavo essere stati colpiti negli ultimi quattro giorni — che siamo arrivati a quattro aeroporti e un grosso eliporto — questi sono stati colpiti con bombe e droni. Questo che significa? Che la Russia si può permettere di risparmiare i missili balistici Iskander, i missili da crociera Iskander-K, Kh-101… insomma, tutta la parte missilistica si può tranquillamente permettere di risparmiarla e dedicarla ad obiettivi altamente remunerativi.  Vedi che, per esempio, i cinque ponti principali che attraversano il Dnepr a Kiev sono stati attaccati fino adesso solo da droni. Perché gli va bene così: l'importante è che il ponte venga reso inagibile per un periodo di tempo. E come diceva giustamente il generale nell'ultima tua trasmissione…  il ponte più vicino è a 140 km a sud di Kiev. Cioè, non è che questi ponti ne trovi uno ogni 10 km sul Dnepr. Quindi, immaginate che cosa significa, che cosa significherebbe. E questo è un altro regalo che fa Putin, al contrario di quello che dice la televisione: è un regalo come per dirgli: «Guarda, io ti sto battendo, ma se voglio, quelli te li distruggo. Quindi limitati, non non innalzare l'asticella». Zelensky non ha capito che ogni volta che lui alza l'asticella di un centimetro, Putin gliela alza di dieci. È come dire… cioè, è inutile che diciamo: Davide e Golia esiste solamente nella narrazione biblica. Cioè, non c'è traccia che sia esistito realmente; e come la maggior parte delle narrazioni bibliche, erano delle storie che venivano
raccontate per dare un'idea, per esprimere un concetto. E qui siamo agli stessi punti: questo non ha capito che sta portando alla distruzione non solo il Paese, ma sta completamente togliendo la possibilità di avere generazioni future. 

Giacomo Gabellini: Eh sì. Infatti è interessante, per esempio, che qualche settimana fa il premier polacco Tusk al parlamento nazionale ha dichiarato che gli ucraini perdono 27.000 uomini al mese. E due settimane prima Budanov, che è l'ex direttore del
GUR, aveva dichiarato che l'Ucraina deve mobilitare 30.000 persone al mese per reggere l'urto. 

Giampaolo Sordini: È ovvio, perché sennò non ce la fa. E io continuo a dirlo: la Russia non sta impiegando tutte le forze disponibili. La Russia sta impiegando un terzo dei volontari. Perché ricordo che in Ucraina combattono solo i volontari. Perché per la Costituzione russa, il coscritto, cioè il soldato di leva, può combattere solo per difendere la Russia. Ecco perché furono impiegate, nella fase iniziale, alcune unità di leva nell'area di Kursk, perché Kursk era Russia; pertanto, secondo i dettami della Costituzione russa, potevano essere impiegati a difesa del sacro suolo.  Ma gli ucraini continuano a mantenere dalla loro parte una predominanza numerica nel numero degli uomini. Cioè, secondo i miei calcoli — e potrei sbagliarmi, ma non di molto — i russi che combattono in Ucraina sono sui… tra i 500 e i 600.000, contro gli oltre 800.000 ucraini. Perché all'incirca, soldoni, la forza bilanciata, cioè i soldi erogati a bilancio per mantenere il numero di soldati, sono per circa un milione e mezzo di volontari, diciamo, a lunga ferma. E questi volontari a lunga ferma saranno sì e no un terzo impiegati in Ucraina. Perché, come diceva il generale Boni, se non vado errato, tuo ospite, la parte posteriore, la zona arretrata, non è in custodia o non è guardata dalle unità da combattimento dell'esercito russo: è controllata dalla Rosgvardija, che è un'altra cosa.  

Giacomo Gabellini: Diciamo che i russi l'hanno dichiarato più volte: c'è un atteggiamento diverso nei confronti dell'Ucraina per varie ragioni, l'Ucraina viene percepita come una popolazione comunque molto affine, quantomeno una parte di essa. E hanno specificato che laddove… Per esempio, è interessante notare che Sikorski, che è l'ex ministro degli Esteri polacco e attuale vicepremier, ha dichiarato nel corso di una conferenza a Kiev poco tempo fa che la NATO dovrebbe organizzare esercitazioni molto più aggressive in prossimità dell'oblast di Kaliningrad, che è parte integrante del territorio russo. 

Giampaolo Sordini: La risposta è stata chiara e lapalissiana: attenzione che quello è suolo russo, per cui potremmo anche arrivare ad impiegare armi atomiche. Il discorso è chiaro, no? È inutile che continuiamo a dire che la NATO continua a propagandare che la NATO è una struttura difensiva. No, non sei una struttura difensiva nel momento in cui tu vai a fare esercitazioni in prossimità del confine del tuo probabile o del tuo ipotetico nemico e gli fai vedere i muscoli. Non è proprio né distensione né altro. In più, io continuo a dirlo, e lo ribadisco — e ho lavorato tantissimi anni in ambito NATO: la NATO, dopo la caduta del Muro di Berlino e dopo la dissoluzione del Patto di Varsavia, non aveva più ragione di esistere. Doveva essere sciolta e magari, eventualmente, ricostituita con altri criteri. Non lo si è fatto perché noi europei abbiamo barattato per decenni la sicurezza che ci davano gli americani con il consenso di far fare a loro tutto ciò che volevano. E la NATO è diventata uno strumento in mano agli americani che ci ha portato ad affrontare guerre in tutto il mondo. La prima di tutte è stata in Bosnia-Erzegovina, dove un Paese pacifista come l'Italia ha effettuato bombardamenti. i: Cioè, dobbiamo essere un po' più… i nostri politici dovrebbero essere un po' più selettivi su queste cose.
Siamo andati in Macedonia, siamo andati in Kosovo — ci siamo ancora, tra parentesi — siamo andati con la questione della NATO o con la questione di coalizioni perché in ambito NATO sapevamo lavorare bene: siamo andati in Iraq, in Somalia, siamo
andati a sbattere in Afghanistan… e continuo a ribadire: di tutte queste guerre, o di tutte queste operazioni volute e guidate dagli americani, quante sono state portate a termine in maniera vittoriosa da dopo la Seconda Guerra Mondiale? Neanche una. 
Quante volte la Russia si è espansa verso ovest? Zero carbonella. Quante volte la NATO è andata verso est? La NATO, subito dopo la caduta del Patto di Varsavia, non confinava assolutamente con la Federazione Russa. Ma piano piano, piano piano — e l'ho spiegato l'altra volta — si è mangiata, ossia ha inglobato i Paesi che erano ex Unione Sovietica, fino ad arrivare ai limiti dei confini con la Russia.  Cioè, dobbiamo essere… questa è l'evidenza dei fatti. Non ultimo — e tu l'hai citato in una tua trasmissione, e finalmente, cavolo, le cose piano piano escono fuori, io lo dissi dal primo momento in cui è scoppiata questa guerra — questa guerra è stata pianificata, fortemente cercata e fortemente voluta dagli Stati Uniti d'America. E noi, beoni di europei, ci siamo andati dentro e dietro.  E adesso che succede? Succede quello che scrivevo io nel 2023: che l'Europa si ritrova il cerino acceso in mano, il cerino acceso  tra le dita della mano che si chiama Ucraina, e rischia di scottarsi le dita, perché ormai siamo a quel punto. Perché l'Ucraina,
senza dietro l'Europa che gli compra le armi, che gli compra petrolio, gas ed energia elettrica, che gli compra viveri — perché siamo arrivati a quello — e che gli dà i soldi per mantenere il carrozzone statale, l'Ucraina nel giro di un mese è finita. Noi stiamo ingrassando Zelensky e la sua corte. E questo lo dico senza ombra di dubbio: basti vedere quanti passaporti ha Zelensky. 

Giacomo Gabellini: Eh sì, in effetti quello è sempre un dato significativo: ne ha uno israeliano, per esempio. 

Giampaolo Sordini: Ne ha uno israeliano, ne ha uno americano, ne ha uno inglese, ne ha uno tedesco e ne ha un altro francese, e mi sembra che abbiamo finito.

Giacomo Gabellini: Ma tu, Giampaolo, che obiettivo pensi persegua un personaggio come Sikorski — e non è l'unico — asuggerire di intensificare le esercitazioni militari della NATO vicino a Kaliningrad? Cioè, l'obiettivo qual è di fatto? 

 

 

 

 

 

 

 

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