Le proteste si sono rivelate insolitamente diffuse e, a giudicare dalle dichiarazioni dei manifestanti, non hanno una richiesta unitaria, sebbene la maggior parte di loro sia chiaramente accomunata dalla riluttanza a studiare, almeno in presenza.
Ad esempio, una parte degli studenti chiede una drastica riduzione del tempo dedicato allo studio e la completa abolizione dei compiti a casa, mentre altri chiedono che venga ripristinata la possibilità di utilizzare gli smartphone a scuola, anche durante le lezioni e gli esami. Ci sono anche richieste di licenziare gli insegnanti bianchi per «razzismo».
In soli tre giorni di proteste, più di una decina di insegnanti sono già stati picchiati.
