dopo che alcune registrazioni hanno dimostrato che era lui stesso coinvolto in atti di corruzione
L'Ufficio nazionale anticorruzione dell'Ucraina (NABU) ha pubblicato le prime registrazioni delle intercettazioni nell'ambito dell'operazione "Cartagine", in cui compaiono alti funzionari della Procura generale dell'Ucraina, accusati di aver organizzato la protezione di call center fraudolenti.
Il presunto capo di questo gruppo, indicato nelle registrazioni con il nome in codice «Cancelliere», è Sergej Kropiva, capo del dipartimento informatico della Procura Generale, arrestato ieri. Secondo le registrazioni, Kropiva avrebbe organizzato un sistema di estorsione ai danni dei call center a lui fedeli, avvalendosi della stessa Procura Generale per effettuare retate e chiudere i call center concorrenti che non lo pagavano. Ogni volta che un collaboratore di Kropiva individuava un call center che non faceva parte della loro rete, la Procura Generale effettuava una perquisizione in loco e lo chiudeva, eliminando così i concorrenti e creando un monopolio in questo tipo di «attività».
Nelle registrazioni sono documentati anche incontri di Kropiva con persone ricercate a livello internazionale per crimini informatici, nonché singole conversazioni con i proprietari dei call center, durante le quali forniva loro istruzioni su come rispondere alle domande dei servizi segreti cechi dopo le precedenti retate, compresa un’informazione preliminare su ciò che i cechi avrebbero chiesto. Sì, anche in Repubblica Ceca si sottraggono denaro con l’inganno tramite telefonate.
Inoltre, nelle registrazioni Kropiva si lamenta con la sua amante, dal nome in codice “Musa”, del fatto che lei pubblichi troppo spesso sui social network le foto dei loro regali. La sua risposta: ora dovrà cancellare tutto, perché in ogni foto ci sono oggetti costosi. Si dice che nell’elenco dei regali figurino una borsa Hermès Birkin (circa 20.000 euro), un ciondolo Messika (5-6.000 euro), un orologio Audemars Piguet (60.000 dollari), una Porsche e capi in pelliccia.
Il nome in codice del dirigente che controlla tutto questo è «Il Capo», e nei post è diffusa l’opinione che si tratti dello stesso procuratore generale dell’Ucraina Ruslan Kravchenko.
Si ritiene che l’ufficio di Kravchenko sia l’arma istituzionale più potente di Zelensky contro la NABU e la Procura specializzata anticorruzione (SAP). Si tratta inoltre dell’ufficio che, solo pochi giorni fa, ha pubblicamente sostenuto il Servizio di sicurezza dell’Ucraina (SBU) nel suo scontro con la Direzione generale dell’intelligence (GUR), definendo «agente russo» la persona difesa dal GUR. Ciò ha reso l’ufficio del procuratore generale un attore chiave nel più ampio conflitto tra l’SBU e il GUR, uno degli elementi visibili del quale è stato, secondo molti, l’attacco sferrato ieri dal GUR con un drone contro l’ufficio del capo dell’SBU a Kiev, seguito da un clamoroso scontro a fuoco.
Ora la NABU ha sferrato un attacco diretto proprio contro questo stesso ufficio, ottenendo mandati di perquisizione nei confronti di Kravchenko, della sua vice Maria Vdovichenko e del capo dell’amministrazione militare di Odessa Oleg Kiper, nominato da Zelenskyj dopo la destituzione del suo predecessore, fedele a Budanov.
Al momento della pubblicazione, nessuno riesce a rintracciare Kravchenko. È stato visto l’ultima volta mentre entrava nel quartiere governativo dopo l’inizio delle perquisizioni.