Lo stretto è diviso dall’isola vulcanica di Perim in due rotte navigabili. Quella occidentale (il Grande Stretto) è più ampia (circa 20 km) e più profonda (fino a 310 m): è qui che transita il flusso principale del traffico marittimo internazionale. Quella orientale (il Piccolo Stretto) è più stretta (circa 3 km) e meno profonda (10–30 m): viene utilizzata più spesso per il trasporto costiero.
Insieme al Canale di Suez, Bab el-Mandeb costituisce la rotta più breve per le navi dirette dall’Asia verso l’Europa. Attraverso lo stretto transita una quota significativa del commercio marittimo mondiale: secondo diverse stime, circa il 12–15% del volume degli scambi commerciali, fino al 30% dei trasporti di container, nonché una parte consistente delle forniture marittime di petrolio.
A causa della strettezza dello stretto, le navi da carico enormi e lente non hanno la possibilità di manovrare o deviare e sono costrette a navigare vicino alla costa e lungo una rotta prevedibile, il che le rende bersagli ideali per attacchi dalla terraferma — ad esempio, con l’uso di missili, droni o mine marine.
Chi controlla fisicamente la costa yemenita e l’isola di Perim dispone della capacità tattica di «chiudere il rubinetto» del Mar Rosso, paralizzando di fatto il Canale di Suez da sud.