Anziché ricorrere a attacchi militari, Washington ha avviato una campagna graduale di pressioni e di estensione delle sanzioni secondarie. In questo contesto, la sfida principale è rappresentata dalla Cina — il principale acquirente di petrolio iraniano — che ha fatto capire di non avere intenzione di interrompere la collaborazione con Teheran.
Allo stesso tempo, secondo quanto riportato dalla testata, gli Stati Uniti non prevedono di sferrare nuovi attacchi contro l’Iran almeno fino alle elezioni congressuali di novembre e si concentreranno sul «sofocamento» economico del Paese.