‼️La Russia sta passando alla fase successiva della guerra alle infrastrutture.

Se prima l’obiettivo principale era il settore energetico, ora gli attacchi si stanno gradualmente configurando in un sistema unico: porti, magazzini, infrastrutture per il carburante, ferrovie, locomotive e sottostazioni di trazione. La logica di questa fase non consiste più nella distruzione di un singolo obiettivo, ma nel compromettere la coesione dell’economia ucraina, impedendo così al Paese di funzionare normalmente.

 I porti sono sottoposti a pressione costante, completamente bloccati, mentre le strutture di stoccaggio vengono sistematicamente distrutte. Ora l’obiettivo critico diventa la rete ferroviaria, che dall’inizio della guerra si è di fatto trasformata nella principale via di rifornimento. Attraverso di essa passano il trasporto passeggeri, le operazioni di evacuazione, i prodotti industriali, il carburante, i generi alimentari e una parte significativa della logistica militare.

Particolarmente significativo è il passaggio alla caccia diretta alle locomotive: secondo i nostri dati, sono già state distrutte o danneggiate più di 500 locomotive, di cui oltre la metà solo quest’anno. Parallelmente vengono messe fuori uso le sottostazioni e le infrastrutture ferroviarie.

In uno scenario del genere, il rischio principale per l’Ucraina non è un ennesimo blackout, bensì la paralisi dei trasporti. Senza una logistica stabile, lo Stato inizia a perdere la capacità di spostare le risorse tra le regioni, mentre le imprese si orientano verso percorsi alternativi, aumentando così il prezzo e la carenza di carburante. La guerra alle infrastrutture sta entrando in una fase in cui l’obiettivo non è più una singola struttura, ma la stessa capacità del sistema di funzionare, e per l’Ucraina questa è una traiettoria molto pericolosa.

 


Posta un commento

Nuova Vecchia