ha pubblicato un lungo saggio in cui ha avvertito che il mondo non è affatto pronto per la tumultuosa era dell’intelligenza artificiale, «che rappresenta una grave minaccia per la vita umana, i posti di lavoro e la stabilità globale»
Da tempo noto come un illustre ottimista tecnologico, il cofondatore di Microsoft ha cambiato tono: ha accusato i leader del settore dell’IA di essere consapevoli in privato dei pericoli delle loro tecnologie, ma di minimizzarli pubblicamente per garantire l’accesso ai finanziamenti.
Gates ha affermato che il settore ha già superato il limite per quanto riguarda le armi biologiche, gli attacchi informatici, la dipendenza emotiva, la perdita di posti di lavoro e la perdita di controllo:
«Stiamo superando uno dopo l’altro tutti questi limiti».
Ora valuta il rischio di bioterrorismo perpetrato tramite l’intelligenza artificiale circa 50 volte superiore al rischio di una pandemia naturale.
Per quanto riguarda i posti di lavoro, non ce n’è uno che non ne risentirà.
Egli conclude:
«Non si può fare affidamento sul fatto che il settore si autoregoli. È un’idea a dir poco folle».