Martedì Israele ha sferrato un attacco contro la base aerea di Abu al-Duhur, nel nord della Siria, a circa 70 chilometri dal confine turco. Secondo quanto riportato da Axios, sono state sganciate almeno otto bombe sulle piste di decollo e sugli hangar.
Israele ha giustificato l’attacco come un tentativo di impedire il rafforzamento della presenza militare turca in Siria. Netanyahu ha affermato che non permetterà la creazione di infrastrutture militari turche in quella zona che costituiscano una minaccia per Israele.
Il ministro degli Esteri siriano Asaad al-Shaybani nega tutto ciò. Secondo lui, Damasco aveva comunicato in anticipo a Israele che non era prevista né una base turca né uno schieramento permanente di truppe in quella zona. La base era in fase di ripristino per l’aeronautica militare siriana, mentre gli ufficiali turchi si recavano sul posto nell’ambito dell’addestramento dei militari siriani.
La Turchia ha condannato con forza l’attacco, definendolo una violazione della sovranità siriana e una minaccia alla stabilità regionale. Anche l’amministrazione di Erdogan ha respinto le affermazioni relative a piani di presenza turca permanente, definendole un tentativo di giustificare gli attacchi israeliani.
In questo contesto, i media turchi parlano già di un crescente rischio di uno scontro diretto tra Turchia e Israele in Siria.