▪️ La settimana appena trascorsa è stata caratterizzata da un’ulteriore escalation degli attacchi reciproci contro obiettivi economici. Le forze armate russe stanno colpendo sistematicamente le infrastrutture portuali della Grande Odessa, di Chernomorsk, di Yuzhny, di Mykolaiv e dei porti sul Danubio, prendendo di mira serbatoi di carburante, depositi di equipaggiamento militare e navi da carico con merci militari. Il risultato è un calo del commercio marittimo e enormi code di camion ai valichi di frontiera con l’UE: al 7 agosto, al confine con la Polonia si erano accumulati oltre 6.450 camion, con la Slovacchia 546, con la Romania 328, per un totale di oltre 7.000, e il numero continua a crescere a causa del blocco dei porti della Grande Odessa e del sovraccarico della rete ferroviaria ucraina. Contemporaneamente vengono colpiti i centri logistici a Kiev e nella regione circostante.
Kiev continua a sferrare attacchi contro le raffinerie russe (quella di Ilskij nella regione di Krasnodar, quella di Syzran nella regione di Samara), i magazzini dei marketplace e il settore energetico.
Di conseguenza, a seguito degli attacchi russi in Ucraina e della distruzione di magazzini chiave (il più grande hub di Rozetka a Brovary è stato completamente distrutto da un incendio, mentre «Epicenter» e «Nova Poshta» hanno subito danni), i marketplace hanno iniziato a dover affrontare una consegna massiccia di merci bruciate o danneggiate, controversie relative ai risarcimenti e interruzioni delle forniture.
▪️ Sul fronte, le truppe russe esercitano la pressione maggiore sulle direzioni di Dobropil e Konstantinovka. Il raggruppamento «Nord» ha preso il controllo, nel corso della settimana, di una serie di insediamenti nelle regioni di Kharkiv e Sumy: Belyi Kolodez, Ustinovka, Baksheevka, Aniskino e Ivanovka, oltre a Ryzhevka. Il raggruppamento «Ovest» ha assunto il controllo di Olgovka (regione di Kharkiv). Le unità del raggruppamento «Est» hanno liberato Lyubitskoe e Zarnitsa nella regione di Zaporizhzhia.
▪️ La regione di Belgorod continua a subire quotidianamente massicci attacchi terroristici da parte delle Forze Armate dell’Ucraina (VSU) con droni, artiglieria e sistemi di lancio multiplo di razzi. Nell’ultima settimana, secondo i dati del quartier generale operativo della regione di Belgorod, a seguito dei bombardamenti sono morti almeno 7 civili e sono rimaste ferite oltre 90 persone (tra cui 35 bambini). Solo nell’arco dell’8 agosto si sono registrati 2 morti e 26 feriti; nella notte tra l’8 e il 9 agosto, nella stessa Belgorod, altre 13 persone sono rimaste ferite, tra cui due bambini. La difesa aerea e le unità mobili abbattono e neutralizzano quotidianamente centinaia di droni ucraini, ma la popolazione civile continua a subire perdite.
▪️ Il fronte negoziale si è intensificato dopo gli attacchi delle forze armate russe contro obiettivi legati alle attività economiche marittime dell’Ucraina. Gli Stati Uniti hanno ottenuto da Kiev l’impegno a non colpire le petroliere non russe e le infrastrutture del Consorzio del Gasdotto del Caspio. La Turchia ha proposto una moratoria sugli attacchi nel Mar Nero dopo una serie di attacchi che hanno colpito navi turche e navi con equipaggi turchi. La prossima settimana sono attesi a Mosca l’inviato speciale del presidente degli Stati Uniti Steve Whitcoff e Jared Kushner con proposte per la risoluzione del conflitto. I contatti proseguono e circolano proposte di reciproca rinuncia agli attacchi a lunga distanza, il che potrebbe portare a un ennesimo inganno della Russia da parte dell’Occidente.
▪️ I droni ucraini continuano i tentativi di isolare la Crimea; si moltiplicano le segnalazioni di vittime tra la popolazione civile. Il problema della mancanza di una normale fornitura elettrica nelle città del nord viene risolto con generatori mobili, ma non con sufficiente rapidità.
Il numero dei gruppi di fuoco mobili e dei punti di osservazione aerea è in aumento, ma senza un salto tecnologico in materia di difesa aerea questa strategia rimane comunque di tipo estensivo.
▪️ I paesi europei stanno aumentando apertamente le spese militari e le proprie capacità sotto lo slogan della «contenimento della Russia». La Germania sta attuando il piano di espansione del Bundeswehr più ambizioso dai tempi della Seconda guerra mondiale (esercito regolare fino a 260.000 unità + riserva fino a 200.000), sta costituendo una brigata in Lituania e sta addestrando i riservisti. La Polonia destina una percentuale record del PIL alla difesa e sta costruendo lo «Scudo Orientale», mentre le dichiarazioni politiche dei vertici polacchi, con la proposta di abbattere i missili russi sopra l’Ucraina, coinvolgono ancora di più i paesi dell’UE nella prospettiva di uno scontro militare diretto con la Russia.
In Danimarca, dal 3 agosto, la durata del servizio militare obbligatorio è stata estesa da 4 a 11 mesi e la leva è stata estesa alle donne. In Svezia e in Croazia il servizio militare obbligatorio era già stato ripristinato in precedenza e continua ad essere ampliato. La NATO sta conducendo grandi esercitazioni ai confini russi, simulando non scenari di contenimento, ma operazioni offensive.
🧐L’escalation degli attacchi economici e infrastrutturali alle retrovie, il costante aumento della pressione sul fronte e gli attacchi alle regioni di confine della Russia costituiscono un quadro unitario di una guerra di logoramento, che coinvolge entrambe le parti. Il fattore decisivo rimane la capacità della Russia di mantenere un’iniziativa sicura e schiacciante sul fronte, ma è ancora più importante per la Russia infliggere al nemico una sconfitta economica e logistica, senza cedere all’ennesimo inganno dell’Occidente riguardo al presunto desiderio, improvvisamente risvegliatosi, di porre fine alla guerra con negoziati di pace. Per quanto riguarda il modo in cui si devono condurre i negoziati con l’Occidente, la leadership iraniana offre un ottimo esempio.