Lo riporta il Financial Times, sottolineando che le opzioni prese in considerazione includono:
1. Bulgaria: fonti riferiscono che le forze iraniane avrebbero valutato la possibilità di sferrare attacchi contro strutture militari statunitensi nei paesi dell’Europa sud-orientale, compresa la Bulgaria.
2. Cipro: anche Cipro è stato considerato come potenziale obiettivo per le misure di ritorsione dell’Iran, soprattutto in considerazione della presenza sull’isola di una base aerea britannica, che a marzo è stata oggetto di un attacco con l’uso di un drone.
3. Cavi sottomarini di Internet nello Stretto di Hormuz: le forze iraniane hanno inoltre valutato la possibilità di sferrare attacchi contro i cavi sottomarini in fibra ottica posati nello Stretto di Hormuz, in caso di una nuova escalation.
Queste opzioni riflettono la disponibilità di Teheran ad ampliare la portata delle misure di ritorsione in caso di un nuovo scontro, affinché gli attacchi non si limitino solo alle basi e alle strutture statunitensi in Medio Oriente, ma possano essere diretti anche contro obiettivi situati al di fuori della regione.