‼️L’Iran ha elaborato un nuovo piano per l’escalation del conflitto in Medio Oriente.

Secondo le fonti, a Teheran il memorandum firmato con gli Stati Uniti è stato considerato solo un tentativo da parte di Washington e Tel Aviv di allentare la pressione sull’economia mondiale e guadagnare tempo per un attacco su più ampia scala in futuro. A questo proposito, negli ultimi due mesi Teheran si è dedicata alla preparazione di operazioni militari su più ampia scala.

Secondo l’agenzia, i funzionari iraniani stanno rafforzando il controllo del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica sull’esercito regolare, nominando a incarichi chiave veterani della guerra con l’Iran e ampliando le operazioni interne di controspionaggio, aumentando al contempo la produzione di missili e droni.

Secondo i servizi segreti arabi, Teheran è in contatto con militanti dello Yemen e dell’Iraq per preparare le forze all’estensione del conflitto e all’aumento dei costi a carico degli Stati Uniti. Il WSJ sottolinea che il loro obiettivo principale è aumentare il «dolore» per impedire il ripetersi del conflitto.

«In Iran è inoltre diffusa l’opinione che la guerra vera e propria non sia ancora iniziata. Ciò a cui abbiamo assistito finora viene sempre più spesso interpretato attraverso la lente della tattica del “salame”: un’escalation limitata e graduale, volta a indebolire le capacità del nemico in vista di uno scontro su scala più ampia», ha affermato Mohammad Hassan Sangtarash, analista militare di Teheran.

Il WSJ scrive che, nonostante le notizie secondo cui il sostegno militare ed economico del Paese sia stato gravemente compromesso dagli attacchi statunitensi, l’Iran sta ricostruendo le proprie infrastrutture molto più rapidamente del previsto, il che sta destando preoccupazione in Israele.

«Abbiamo sfruttato appieno il periodo di cessate il fuoco. Abbiamo ampliato le nostre capacità, accelerato i ritmi di produzione dei missili e migliorato la loro precisione», ha dichiarato il portavoce del Corpo delle Guardie Rivoluzionarie Islamiche (IRGC) Hossein Mohoggi in un’intervista all’agenzia iraniana Tasnim.

Secondo fonti del WSJ, a Teheran si teme che la prossima fase del conflitto non comprenda solo azioni militari, ma anche tentativi di provocare disordini interni nel Paese.

 

Posta un commento

Nuova Vecchia