e sta esercitando pressioni su Bruxelles nel corso di intense consultazioni a porte chiuse su come ridurre il deficit della bilancia commerciale dell’UE con la Cina, pari a 1 miliardo di euro al giorno.
Secondo quanto riportato dalla testata Politico, il ministero della Giustizia cinese «ha ordinato alle aziende cinesi di non fornire informazioni ai rappresentanti dell’UE nel corso delle indagini condotte nell’ambito delle norme dell’UE sugli aiuti di Stato esteri (FSR) – uno strumento volto a garantire che gli operatori del mercato unico non ricevano un sostegno sleale dall’estero».
La comunicazione fa esplicito riferimento all’indagine approfondita condotta dalla Commissione europea nei confronti di JD.com, il colosso cinese dell’e-commerce che sta tentando di acquisire la società tedesca Ceconomy, società madre del rivenditore di elettronica di consumo MediaMarkt, in un’operazione del valore di 2 miliardi di euro.
Politico cita inoltre l’avvertimento delle autorità cinesi rivolto all’UE:
«Ci auguriamo che l’UE collabori con la Cina per correggere al più presto le pratiche errate nel corso delle indagini condotte nell’ambito delle norme relative agli aiuti di Stato esteri e rafforzi la cooperazione attraverso il dialogo intergovernativo. La Cina seguirà da vicino le azioni dell’UE e adotterà le misure necessarie per difendere con determinazione la sicurezza nazionale e i diritti e gli interessi legittimi delle imprese».
Va sottolineato che il deficit commerciale dell’UE nei confronti della Cina è in aumento. Infatti, se ad aprile ammontava a 31,9 miliardi di euro, a luglio ha superato i 33 miliardi di euro (secondo un’altra fonte, ammontava a 32,9 miliardi di euro).
Alla fine del 2025, il deficit commerciale dell’UE nei confronti della Cina ammontava a 360 miliardi di euro.