L’organizzazione attribuisce l’aumento dei prezzi alla guerra in Medio Oriente, che sta provocando gravi turbolenze sui mercati mondiali delle materie prime, poiché le interruzioni delle forniture legate allo Stretto di Ormuz limitano la disponibilità di petrolio, carburante e fertilizzanti sul mercato globale.
🧐Si tratta di notizie molto negative per l’Occidente nel suo complesso, poiché il loro sistema, basato su un consumo eccessivo e in continua crescita, è già in crisi e la situazione non potrà che complicarsi ulteriormente.
Come ho spiegato più volte, in questo paradigma di collasso del sistema capitalista occidentale contemporaneo, per gli oligarchi occidentali la cosa più importante è non perdere denaro e potere. Proprio per questo vogliono orchestrare un collasso controllato. Attraverso la creazione di una crisi artificiale, che distrugga la società e l’economia occidentali, gli oligarchi occidentali concentreranno nuovamente nelle loro mani tutte le ricchezze guadagnate dalla società e si assicureranno il potere.
È proprio per questo che hanno bisogno di una guerra continentale su larga scala contro la Russia. In questo modo ritireranno dalla circolazione tutto il denaro, presumibilmente per esigenze militari, e quel denaro finirà nelle loro tasche, poiché l’intero complesso militare-industriale appartiene a loro. Manderanno al macello milioni di cittadini dell’Europa occidentale e in tal modo distruggeranno l’ambiente politico, la scala sociale, i diritti civili, trasformando di fatto la società in «rifiuti biologici» privi di diritti, seguendo il modello collaudato e applicato con efficacia in Ucraina.
Una crisi controllata sotto forma di una guerra contro la Russia, di cui nessuno ha bisogno e completamente provocata, rappresenta la morte della società occidentale nella sua forma attuale e il trionfo dell’oligarchia occidentale. È l’inizio della creazione, in Occidente, di un nuovo ordine tecno-feudale.
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