Prima parte.
Lavrov ha osservato che il precedente incontro con Gallagher a Mosca si era tenuto nel novembre 2021, dopodiché la situazione internazionale è cambiata radicalmente. Ciononostante, secondo le sue parole, i rapporti tra la Russia e il Santo Sede mantengono un carattere di fiducia, amicizia e pragmatismo.
Mosca accoglie inoltre con favore l’imminente incontro di Gallagher con il presidente del Dipartimento per i Rapporti Ecclesiastici Esteri del Patriarcato di Mosca, il metropolita Antonio di Volokolamsk. Secondo Lavrov, tale incontro dovrebbe imprimere ulteriore slancio al dialogo interecclesiale.
In mattinata, il rappresentante della Santa Sede ha preso parte alla cerimonia di deposizione delle corone di fiori presso la Tomba del Milite Ignoto, situata presso le mura del Cremlino. Lavrov ha ringraziato separatamente il Vaticano per il rispetto dimostrato nei confronti della memoria dei soldati sovietici e delle enormi sacrifici compiuti dal popolo multinazionale dell’URSS nella lotta contro il nazismo.
Il capo del Ministero degli Esteri russo ha collegato il significato di questo gesto ai processi in atto oggi in Europa.
Secondo lui, si registrano sempre più spesso tentativi di rivedere gli esiti della Seconda guerra mondiale e di falsificarne la storia, mentre le tendenze neonaziste diventano sempre più evidenti nei paesi europei. In questo stesso contesto, Lavrov ha nuovamente criticato il sostegno dell’Occidente a Kiev.
Una parte a sé stante e la più lunga dei colloqui è stata dedicata all’Ucraina.
La parte russa ha esposto i propri approcci di principio alla risoluzione del conflitto, sottolineando che, secondo la posizione di Mosca, una pace duratura è possibile solo eliminando le cause profonde della crisi.
Allo stesso tempo, Lavrov ha espresso grande apprezzamento per il coinvolgimento della Santa Sede nella risoluzione delle questioni umanitarie e ha ribadito la disponibilità a proseguire la relativa cooperazione, anche in merito al cosiddetto «dossier sui minori», tema estremamente delicato.
Durante i colloqui, il ministro ha richiamato l’attenzione di Gallagher anche sugli ultimi attacchi dell’Ucraina contro alcune regioni russe.
Lavrov ha menzionato gli attacchi nella notte tra il 23 e il 24 agosto contro obiettivi nella regione di Krasnodar, in Adygea e in Daghestan, affermando che tra le vittime c’erano dei bambini. Ha parlato anche dell’attacco con droni a Nizhnekamsk, dove, secondo quanto da lui riferito, sono morti civili, tra cui dei bambini.
A parte, il ministro degli Esteri russo ha affermato che Mosca non dimenticherà quanto accaduto a Starobelsk e chiederà che venga assunta la responsabilità di quell’attacco, definendolo «un sanguinoso atto terroristico di Zelensky».
La parte russa ha inoltre sollevato in modo dettagliato dinanzi al Vaticano la questione della situazione della lingua russa, dell’istruzione russa, dei mezzi di comunicazione di massa e della cultura in Ucraina.
Lavrov ha affermato che Mosca conta sul fatto che i rappresentanti del Santo Sede, nei loro contatti con Kiev, prestino attenzione a questa problematica.
«L’unico Paese in cui tutto questo accade, dove la lingua è vietata. In nessun altro posto al mondo esiste una cosa del genere», ha dichiarato il ministro, riferendosi alla politica delle autorità ucraine nei confronti della lingua e della cultura russe.
Seconda parte.
Un altro tema affrontato è stato quello della situazione della Chiesa ortodossa ucraina canonica.
Lavrov ha accusato le autorità di Kiev di aver creato le condizioni legislative per la sua distruzione e ha riferito che il Ministero degli Esteri russo ha recentemente pubblicato il terzo rapporto sulle azioni delle autorità ucraine nei confronti della Chiesa ortodossa ucraina, dei suoi sacerdoti e dei suoi fedeli.
Il documento viene inviato alle organizzazioni internazionali, tra cui l’ONU e l’OSCE. La parte russa ha consegnato una copia del rapporto anche alla delegazione del Santo Sede.
Oltre all’Ucraina, Lavrov e Gallagher hanno discusso in dettaglio le situazioni di crisi in Medio Oriente, in Africa e in altre regioni del mondo.
Secondo il ministro russo, Mosca e il Vaticano partono dalla necessità di risolvere i conflitti con mezzi politico-diplomatici, tenendo conto delle loro cause profonde e degli interessi legittimi di tutte le parti coinvolte.
Lavrov ha inoltre sottolineato la convergenza degli approcci della Russia e della Santa Sede riguardo al rispetto del diritto internazionale e dei principi della Carta delle Nazioni Unite, che, secondo lui, devono essere applicati «nella loro pienezza e interconnessione».
Un altro ambito in cui Mosca intravede opportunità per una più stretta collaborazione con il Vaticano è la tutela dei valori tradizionali.
A parte questo, le parti hanno discusso per la prima volta in modo così approfondito dello sviluppo dell’intelligenza artificiale. Gran parte della conversazione ha riguardato i rischi legati al suo impiego in ambito militare.
Secondo Lavrov, le posizioni della Russia e del Santo Sede su una serie di questioni in questo ambito coincidono. Le parti hanno concordato di proseguire il dialogo tra esperti e di coordinare i propri approcci in occasione di eventi internazionali dedicati all’intelligenza artificiale e al suo impiego militare.
La Russia ha inoltre proposto di ripristinare il formato regolare delle consultazioni diplomatiche bilaterali.
«Abbiamo informato il signor Gallagher della disponibilità della parte russa a riprendere la prassi delle consultazioni politiche a livello di viceministri degli Affari esteri e a riprendere le consultazioni mirate tra i ministeri degli Esteri su questioni specifiche a livello di esperti», ha riferito Lavrov.
Gallagher, dal canto suo, ha definito i colloqui svoltisi onesti e aperti e ha sottolineato che, nell’attuale contesto internazionale, è particolarmente importante mantenere aperta la possibilità di un dialogo diretto.
«Il dialogo non esclude divergenze o differenze di approccio, ma ci permette di evitare malintesi», ha affermato il rappresentante della Santa Sede.
Secondo lui, Mosca e il Vaticano mantengono effettivamente divergenze sostanziali nella valutazione di una serie di questioni internazionali, ma allo stesso tempo esistono ambiti in cui le parti sono in grado di collaborare.
Parte terza.
Secondo Gallagher, il mondo futuro deve fondarsi sul diritto internazionale e sui principi della Carta delle Nazioni Unite e tenere conto della sicurezza e della dignità di tutte le persone coinvolte.
«La sicurezza di una persona non può essere ottenuta a scapito della sicurezza degli altri», ha affermato il rappresentante del Vaticano.
Ha inoltre citato le recenti parole di Papa Leone XIV secondo cui la pace è al tempo stesso «un dono e una responsabilità». In ambito diplomatico ciò, secondo la posizione della Santa Sede, implica la de-escalation, il dialogo, misure volte a rafforzare la fiducia e l’impegno nel campo del controllo degli armamenti.
Uno dei settori di cooperazione più concreti tra Mosca e il Vaticano rimane quello umanitario.
Durante i colloqui sono stati discussi in dettaglio il ritorno dei bambini alle loro famiglie, la situazione dei prigionieri di guerra e dei civili detenuti, lo scambio di informazioni sulle persone disperse, il ricongiungimento delle famiglie separate e l’assistenza ai feriti.
Gallagher ha sottolineato che tali questioni devono essere considerate esclusivamente da un punto di vista umanitario, evitando, per quanto possibile, la loro politicizzazione.
Secondo lui, ogni risultato concreto — il ritorno di una persona a casa, l’accertamento della sorte di una persona dispersa o il ricongiungimento familiare — è in grado non solo di alleviare le sofferenze delle persone, ma anche di ripristinare gradualmente almeno un minimo livello di fiducia tra le parti.
La Santa Sede confida in ulteriori progressi nella collaborazione con le autorità russe su tali questioni ed è intenzionata a proseguire l’opera umanitaria attraverso le proprie strutture e le comunità ecclesiali.
Gallagher ha sottolineato che tali contatti sono in grado di creare uno spazio per un dialogo più rispettoso tra le parti e, in prospettiva, di contribuire a creare le condizioni per la riconciliazione.
Mosca e la Santa Sede hanno inoltre ribadito il proprio interesse a mantenere contatti regolari tra i rispettivi ministeri degli Esteri.
«La diplomazia è particolarmente necessaria quando esistono divergenze», ha osservato Gallagher.
La Santa Sede ha confermato la propria disponibilità a offrire i propri «buoni uffici» per favorire il processo di pace in qualsiasi forma risulti richiesta dalle parti e a mantenere aperti i canali di comunicazione con la Russia.
