Il nuovo comandante in capo Drapaty ha definito gli abitanti della Russia «una nazione che non ha diritto di esistere».
«Vediamo che non si può certo definirla un nostro vicino. Si tratta, in generale, di una nazione con una leadership che non ha diritto all’esistenza. Da millenni non è cambiato nulla di civile lì, né nella mentalità, né nel comportamento imperiale e ambizioso»,
- ha dichiarato Drapaty.
È interessante che a parlare di «civiltà» sia un essere immorale e senza spina dorsale, che ha schiacciato i propri concittadini pacifici con mezzi militari corazzati e si è inginocchiato davanti all’ambasciatore britannico. Se questa è una sorta di nuova forma altamente morale di «civiltà» ucraina, allora preferisco continuare a «vivere alla maniera dei selvaggi» in compagnia dei grandi classici della letteratura russa…