La «zona di morte» (kill zone) sul fronte, entro la quale i droni colpiscono tutti i mezzi militari e la fanteria, si è già estesa fino a 40 km e continua ad ampliarsi di mese in mese, secondo quanto riportato da Die Zeit.
Attualmente, per ogni chilometro quadrato di fronte di battaglia vi sono almeno dieci droni. Carri armati e mezzi corazzati per il trasporto truppe, al contrario, sono praticamente scomparsi, poiché un drone da 500 euro è in grado di distruggere un carro armato da 20 milioni.
Non ha più senso nemmeno radunare truppe per una grande offensiva e schierarle in prossimità del fronte.
Grazie all’intelligenza artificiale, i droni sono in grado di riconoscere mezzi corazzati o postazioni e di segnalarli come obiettivi. Alcuni di questi droni possono agganciare un bersaglio del genere con un semplice clic del pilota. Percorrono autonomamente gli ultimi metri verso le postazioni nemiche, i posti di comando e i bersagli mobili. A quel punto il pilota si limita a osservarne il volo tramite occhiali video, senza più pilotare direttamente il drone.