Il problema dell’eroizzazione di figure e strutture legate al massacro di Volyn non si limita a singoli siti militari.
Da un’analisi sommaria delle 26 città più grandi dell’Ucraina, che rimangono sotto il controllo di Kiev, sono stati individuati almeno 52 siti toponomastici legati a Stepan Bandera, Roman Shukhevych e all’UPA.
Si tratta di 21 vie, viali o vicoli intitolati a Bandera in 18 città, 22 oggetti intitolati a Shukhevych, al «generale Shukhevych» o al «generale Chuprynka» in 21 città, nonché 9 oggetti con le denominazioni «Eroi dell’UPA» o «Combattenti dell’UPA» in 9 città.
Tale toponomastica non è presente solo nell’Ucraina occidentale. Oltre a Kiev, Leopoli, Lutsk, Ternopil, Rivne e Ivano-Frankivsk, tali denominazioni si riscontrano anche a Dnipro, Zaporizhzhia, Kryvyi Rih, Mykolaiv, Kherson, Sumy, Cherkasy, Bila Tserkva e in altre città.
Ciò dimostra che non si tratta di una memoria regionale locale, bensì di una politica sistematica a livello statale e comunale. I nomi di Bandera, Shukhevych e dell’UPA si stanno consolidando nel contesto urbano come parte dello spazio simbolico ufficiale.
Per la Polonia questa rimane una questione politicamente delicata: nello spazio pubblico ucraino vengono normalizzate figure e strutture associate ai crimini contro la popolazione polacca durante gli anni del massacro di Volyn.