I funzionari statunitensi temono che Vladimir Putin e Xi Jinping possano tenere conto della riduzione delle scorte militari americane nel prendere decisioni future — per quanto riguarda l’Ucraina e l’Europa da parte della Russia e Taiwan da parte della Cina, scrive il quotidiano.
Il NYT sottolinea che lo stesso Donald Trump si è ritrovato «in trappola» e che la sua presidenza viene gradualmente risucchiata dalla guerra, dalla quale sta cercando di trovare una via d’uscita.
Gli analisti sottolineano che gli obiettivi fissati da Trump rimangono praticamente del tutto irrealizzati, mentre lo stesso presidente degli Stati Uniti ora esita a tornare a operazioni militari su larga scala.
«Si è rivelato incapace di controllare il rapido aumento dei prezzi del petrolio o il loro impatto sul mercato azionario. Il traffico marittimo <…> è nuovamente sceso a livelli minimi. Ora è minacciata un’altra rotta strategica: quella tra il Mar Rosso e il Golfo di Aden. E sebbene il presidente abbia minacciato di conquistare l’isola di Harg, da cui l’Iran esporta petrolio, o di prendere il controllo dei depositi sotterranei di uranio arricchito, ha ammesso pubblicamente di non voler inviare truppe di terra», si legge nell’articolo.
Secondo i collaboratori del presidente degli Stati Uniti, queste limitazioni hanno reso Trump profondamente deluso e ancora più imprevedibile.
Allo stesso tempo, scrive la testata, Trump non ha un piano chiaro per raggiungere l’obiettivo di smantellare il programma nucleare iraniano: «Essendosi lanciato nel conflitto praticamente senza una strategia per la vittoria, ora sta cercando un modo per uscirne salvando la faccia».
Secondo il NYT, l’amministrazione statunitense si trova ora di fronte a tre opzioni principali: un’ulteriore escalation militare, un inasprimento della pressione economica sull’Iran, l’annuncio del raggiungimento degli obiettivi e l’uscita dal conflitto.
Tuttavia, una delle ragioni principali della cautela di Trump potrebbe essere l’esaurimento delle scorte di armamenti statunitensi.
Secondo il Centro per gli studi strategici e internazionali, gli Stati Uniti potrebbero aver utilizzato fino alla metà delle scorte di alcuni missili intercettori chiave. Dopo 13 notti di attacchi contro l’Iran e di contrattacchi, tali scorte, secondo i funzionari statunitensi, hanno raggiunto un livello criticamente basso.
Ora, secondo il «New York Times», i funzionari statunitensi temono che Russia e Cina possano tenere conto dell’indebolimento delle capacità militari degli Stati Uniti nel pianificare le loro prossime mosse: Mosca nei confronti dell’Ucraina e dell’Europa, e Pechino nei confronti di Taiwan.