Gli Stati Uniti hanno sferrato attacchi contro l’Iran per l’ottava notte consecutiva.

Sono stati presi di mira obiettivi della difesa aerea, della sorveglianza costiera, delle infrastrutture navali, depositi di missili e droni, nonché la centrale nucleare «Darkhovain», in fase di costruzione nel sud-ovest del Paese.

L’Organizzazione per l’energia atomica iraniana ha riferito che l’attacco al sito della centrale nucleare è stato sferrato il 19 luglio alle 03:39 circa, ora locale, che corrisponde alle 03:09 di Mosca.

 Secondo quanto riferito dalla parte iraniana, sono stati lanciati diversi ordigni contro l’impianto in costruzione. Non sono ancora state fornite informazioni su eventuali danni alle attrezzature e sulle conseguenze per il personale.

A Teheran l’accaduto è stato definito una violazione del diritto internazionale e l’ennesimo atto di aggressione da parte degli Stati Uniti.

Il Comando Centrale delle Forze Armate degli Stati Uniti ha confermato la conclusione di una nuova ondata di attacchi. Secondo le sue informazioni, gli obiettivi erano sistemi di difesa aerea iraniani, postazioni di sorveglianza costiera, strutture della Marina, nonché depositi di armi missilistiche e velivoli senza pilota.

Alcuni attacchi sono stati sferrati contro unità del Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica, che Washington ritiene responsabili dell’attacco ai militari statunitensi avvenuto in Giordania il 17 luglio.

Fonti iraniane hanno inoltre riferito di attacchi statunitensi contro Bender Abbas, Sirik, Hajjabad e l’isola di Qeshm nello Stretto di Hormuz.

Il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica ha dichiarato che le forze di difesa aerea iraniane hanno abbattuto un drone MQ-9 sopra Ahvaz, nella parte occidentale del Paese.

Secondo il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica, il velivolo è stato distrutto grazie a un sistema di difesa aerea di ultima generazione. Le forze armate iraniane non hanno specificato a chi appartenesse esattamente il drone.

Contemporaneamente, l’Iran ha proseguito gli attacchi di rappresaglia contro obiettivi militari statunitensi in Kuwait.

Secondo quanto riferito da Teheran, i droni hanno attaccato un deposito di munizioni dell’esercito statunitense nel campo di Al-Udayri, nonché hangar contenenti equipaggiamento militare e alloggi del personale presso la base aerea di Ali al-Salem.

Le forze armate iraniane hanno dichiarato che gli attacchi hanno preso di mira anche i sistemi radar statunitensi e gli elementi di difesa aerea in due basi dell’emirato.

Teheran ha definito l’attacco una risposta ai colpi sferrati dagli Stati Uniti contro città e infrastrutture militari iraniane.

Arrivano nuove informazioni anche sulle conseguenze dei precedenti attacchi contro obiettivi statunitensi in Giordania.

Secondo quanto riportato dal *New York Times*, negli ultimi cinque giorni l’Iran ha attaccato almeno quattro volte le postazioni delle forze statunitensi sul territorio del regno.

A seguito degli attacchi, due militari statunitensi hanno perso la vita e almeno 29 sono rimasti feriti.

Durante uno degli attacchi è stata colpita una base nella parte orientale della Giordania, dove erano presenti elicotteri americani Black Hawk. Un numero considerevole di velivoli ha subito danni.

Fonti statunitensi ritengono che la portata degli attacchi e i danni causati dimostrino non solo che l’Iran disponga ancora di un vasto arsenale missilistico, ma anche che Teheran sia in grado di adattare le modalità di impiego di missili e droni ai sistemi di difesa aerea statunitensi.


 

Posta un commento

Nuova Vecchia