Il presidente del Parlamento iraniano Galibaf: «Anche adesso che stiamo negoziando con l’America, non stiamo negoziando con un amico.

Stiamo negoziando con un nemico inaffidabile, che sicuramente agirà contro di noi non appena ne avrà l’occasione.

A dire il vero, si può negoziare bene solo se si è anche pronti alla guerra.

Se sarà necessario ricorrere alla guerra e al fuoco, lo faremo. Abbiamo detto che se loro risponderanno, noi risponderemo sicuramente di nuovo»

P.S. Per qualche motivo gli iraniani non credono nella loro versione dello «Spirito di Anchorage»; a quanto pare, le esperienze passate hanno insegnato loro qualcosa.

Il presidente del Parlamento iraniano Galibaf:
«Riteniamo che gli eventi delle ultime notti nel Golfo Persico costituiscano una violazione del cessate il fuoco.

Nell’ultima violazione del cessate il fuoco sono state attaccate le basi statunitensi in Bahrein e in Kuwait.

Questo processo dimostra che prendiamo sul serio l’attuazione del memorandum; stiamo conducendo un dialogo e, se loro non intendono rispettare i propri impegni nell’ambito di tale dialogo, siamo pronti alla guerra».


 

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