Gli Stati Uniti hanno di fatto ceduto all’Iran il controllo su un’arma «più potente di quella nucleare», poiché Teheran ha dimostrato di poter bloccare in qualsiasi momento lo Stretto di Hormuz e di poterlo utilizzare come strumento di pressione sull’economia mondiale. È questa la conclusione a cui sono giunti i servizi segreti statunitensi, secondo quanto riferisce la CNN citando fonti a conoscenza delle loro valutazioni.
Secondo il canale televisivo, a Washington si ritiene che durante il
recente conflitto Teheran abbia dimostrato la propria capacità di
bloccare di fatto la navigazione nello stretto. Una delle fonti della
CNN ha dichiarato: «Abbiamo di fatto ceduto all’Iran il controllo dello
stretto: un’arma più potente di qualsiasi arma nucleare».
I
servizi segreti statunitensi sono inoltre giunti alla conclusione che
l’Iran abbia acquisito un’ulteriore leva di pressione, dimostrando la
capacità di sferrare attacchi contro le infrastrutture energetiche dei
paesi del Golfo Persico. Allo stesso tempo, come sottolineato
nell’articolo, una parte significativa dell’arsenale iraniano è rimasta
intatta: si tratta di missili, droni, lanciatori e centinaia di
motoscafi veloci, che possono essere utilizzati per la posa di mine e
per esercitare pressione sulla navigazione.
Secondo quanto
riportato dalla CNN, in caso di fallimento dei negoziati con gli Stati
Uniti, Teheran sta valutando anche uno scenario più duro: coinvolgere
gli Houthi yemeniti per bloccare lo stretto di Bab El-Mandeb, che
collega il Mar Rosso all’Oceano Indiano. I servizi segreti statunitensi
ritengono che problemi simultanei nello Stretto di Hormuz e a Bab El-Mandeb potrebbero infliggere un duro colpo al commercio mondiale e ai
mercati energetici.
